Tar Lazio – Sentenza n. 34752/2010

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Provvedimento di rigetto dell’istanza di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso di soggiorno per lavoro subordinato – Deve essere riconosciuto il diritto alla conversione ai minori affidati a un altro soggetto o a un istituto o ente o che siano stati sottoposti a tutela, per i quali al sopraggiungere della maggiore età sussistano tutti i requisiti per il rinnovo a un altro titolo del permesso di soggiorno

 

N. 34752/2010 REG.SEN.

N. 07046/2010 REG.RIC.

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda Quater)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex artt. 60 e 74 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 7046 del 2010, proposto da:
Shahjalal Shujan, rappresentato e difeso dagli avv. Vincenzo Ligorio, Mila Dusseldori, con domicilio eletto presso Vincenzo Ligorio in Roma, via Ovidio, 9;

contro

Questura di Roma; Ministero dell’Interno, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Gen.Le Dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12;

per l’annullamento

del decreto della Questura di Roma in data 10.5.2010, con il quale è stata respinta istanza di permesso di soggiorno;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Interno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 17 novembre 2010 il dott. Floriana Rizzetto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

 

Il Collegio ritiene che, sentite sul punto le parti costituite, il giudizio possa essere definito, in camera di consiglio, con sentenza in forma semplificata, in quanto sussistono i requisiti di cui ai sensi dell’art. 60 del d.lgs. 2 luglio 2010 , n. 104, essendo trascorsi almeno venti giorni dall’ultima notificazione del ricorso; non ponendosi problemi di contraddittorio e risultando sufficienti gli elementi istruttori.

Il ricorrente lamenta l’illegittimità del provvedimento con il quale veniva decretato il rigetto dell’istanza di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

La questione è già stata affrontata dalla Sezione in senso favorevole al ricorrente aderendo all’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale in materia (cfr. Cons. Stato Sez. VI 19/10/2010 n. 182; 21/10/09 n. 6450; 24/4/09 n. 2545; T.A.R. Toscana Sez. II 16/12/09 n. 3750), secondo cui, ai fini della conversione del permesso di soggiorno rilasciato ad un cittadino extracomunitario di minore età diventato poi maggiorenne, l’art. 32 del D. lgs. n. 286/98 va interpretato nel senso che i commi 1-bis e 1-ter integrano una fattispecie distinta da quella del primo comma, con la conseguenza che le condizioni richieste in tali commi non si cumulano con quelle del primo comma, idonee autonomamente a consentire la conversione del permesso.

Ritenuto, pertanto, che secondo la suddetta giurisprudenza, deve essere riconosciuto il diritto alla conversione ai minori “comunque affidati” ad altro soggetto o a un istituto o ente, o che siano stati sottoposti a tutela, per i quali, al sopraggiungere della maggiore età sussistano tutti i requisiti per il rinnovo ad altro titolo del permesso di soggiorno.

In tale direzione appare rilevante ai fini di cui sopra la circostanza che, successivamente al compimento dei 18 anni, il ricorrente abbia documentato di aver reperito occupazione a tempo indeterminato presso la ditta GFG r.s.l. (vedi all.17).

In tali assorbenti limiti, il ricorso è fondato e deve essere accolto con conseguente annullamento, per l’effetto, del provvedimento impugnato.

Le spese, ai sensi dell’art. 26 del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104, seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Quater)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto,

Accoglie il ricorso di cui in epigrafe e per l’effetto annulla il provvedimento di cui in epigrafe.

Condanna l’Amministrazione resistente a rifondere al ricorrente le spese di giudizio liquidate nella misura di € 500,00 + IVA e CPA.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 17 novembre 2010 con l’intervento dei magistrati:

Angelo Scafuri, Presidente

Umberto Realfonzo, Consigliere

Floriana Rizzetto, Consigliere, Estensore

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 30/11/2010

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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