Sentenza n. 6068 del 3 luglio 2012 Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

0
92

Rigetto richiesta di emersione di lavoro irregolare

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda Quater)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 11848 del 2010, integrato da motivi aggiunti, proposto da: *****, rappresentato e difeso dall’avv. Gabriela Federico, con domicilio eletto presso Gabriela Federico in Roma, viale Mazzini, 55;

contro

Ministero dell’Interno, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;

e con l’intervento di

ad adiuvandum:
Luciana Panfili, rappresentato e difeso dall’avv. Gabriela Federico, con domicilio eletto presso Gabriela Federico in Roma, viale Mazzini, 55;

per l’annullamento

del decreto dello Sportello Unico Immigrazione del 14.10.2010 Questore di Roma del rigetto richiesta di emersione di lavoro irregolare

nonché con motivi aggiunti

del decreto dello Sportello Unico Immigrazione del 29.12.2010 Questore di Roma del rigetto richiesta di emersione di lavoro irregolare

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Interno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 17 maggio 2012 il dott. Floriana Rizzetto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

Con il ricorso in esame il Sig. *****, impugna, chiedendone l’annullamento, il il decreto dello Sportello Unico Immigrazione del 14.10.2010 Questore di Roma di rigetto della richiesta di emersione di lavoro irregolare motivato con riferimento alla mancata presentazione, da parte della datrice di lavoro del ricorrente – Sig.ra ***, che interviene ad adiuvandum – della documentazione richiesta.

Il ricorso è fondato sotto l’assorbente profilo di censura dell’eccesso di potere per errata valutazione dei presupposti in quanto nel ritenere in ottemperato l’invito sopraindicato non tiene conto della impossibilità della predetta datrice di lavoro di provvedere in quanto temporaneamente allontanatosi dal luogo di residenza (all. 5 al ricorso); sicchè il ricorso merita accoglimento, assorbita ogni altra censura, con conseguente annullamento dell’atto impugnato. In esecuzione della presente sentenza l’Amministrazione dovrà riprendere il procedimento dalla fase in cui era stato interrotto, al fine di acquisire dalla interveniente la documentazione e le osservazioni necessarie.

È fondato altresì il ricorso per motivi aggiunti con cui viene impugnato il decreto dello Sportello Unico Immigrazione del 29.12.2010 con cui la richiesta di emersione di lavoro irregolare del ricorrente è respinta in considerazione di una sentenza di condanna per furto risalente al 2006. Il precedente penale ha infatti perduto la sua valenza ostativa al conseguimento del beneficio richiesto per effetto dell’intervenuta pronuncia di estinzione del reato ai sensi dell’art. 445 e 676 cpp che, alla stregua dell’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale determina il venir meno di ogni effetto di automatismo delle sentenze di condanna in questione (Consiglio Stato , sez. VI, 08 agosto 2008 , n. 3902; sez. VI, 24 aprile 2009 , n. 2543; da ultimo, Consiglio di stato, sez. VI, 2.3.2011 , n. 1308). Anche il ricorso per motivi aggiunti va pertanto accolto, assorbita ogni altra censura. In esecuzione della presente sentenza l’Amministrazione dovrà rivalutare la posizione del ricorrente al fine di effettuare una valutazione dell’effettiva pericolosità sociale dello stesso, senza attribuire più automatica valenza ostativa al precedente in questione, alla luce dell’inserimento socio-lavorativo e di eventuali esigenze di tutela familiare.

Sussistono giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese di giudizio, ivi compresi diritti ed onorari.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Quater) accoglie il ricorso in epigrafe ed i motivi aggiunti e per l’effetto annulla gli atti impugnati; fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell’Amministrazione.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 17 maggio 2012

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 03/07/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here