Sentenza n. 4611 del 22 maggio 2012 Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

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Archiviazione della richiesta di permesso di soggiorno per attesa occupazione, a seguito di emersione di lavoro irregolare.

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda Quater)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 5930 del 2011, proposto da: *****, rappresentato e difeso dall’avv. Anna Bellumori, con domicilio eletto presso Anna Bellumori in Roma, via Cipro 4 H;

contro

Ministero dell’Interno, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso dall’Avvocatura Dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12; Questura di Roma;

per l’annullamento

del decreto adottato dal Questore di Roma in data 10.12.2010 di archiviazione della richiesta di permesso di soggiorno per attesa occupazione, a seguito di emersione di lavoro irregolare.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Interno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 2 febbraio 2012 il dott. Maria Laura Maddalena e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

Con il ricorso in epigrafe, il ricorrente impugna il provvedimento con cui il Questore di Roma ha respinto la sua istanza di rilascio di permesso di soggiorno per motivi di attesa occupazione, a seguito della procedura di emersione dal lavoro irregolare, in quanto detta procedura non si sarebbe conclusa correttamente per la mancata presentazione delle parti dinanzi allo Sportello Unico, cosicché sarebbe stato emanato dallo Sportello Unico per l’immigrazione un provvedimento di archiviazione in data 18.10.2010.

Il ricorrente deduce varie doglianze di eccesso di potere e violazione di legge.

L’amministrazione si è costituita con mero foglio di stile.

L’istanza cautelare è stata accolta con ordinanza 2935/2011.

Il ricorrente ha depositato una memoria per l’udienza insistendo nelle precedenti difese e la causa è stata quindi trattenuta in decisione.

Il ricorso è fondato e deve essere accolto.

Con il primo motivo, il ricorrente denuncia l’errata applicazione dell’art. 1 ter della l. 102/2009, contestando il presupposto di fatto in base al quale il provvedimento impugnato è stato adottato. Sostiene infatti il ricorrente che non è vero che la procedura di emersione si è conclusa con la mancata presentazione delle parti senza giustificato motivo dal momento che, invece, il ricorrente e il suo datore di lavoro, Antonio Mini, sono stati convocati presso lo Sportello Unico in data 2 febbraio 2010 e hanno stipulato il contratto di soggiorno per lavoro subordinato domestico, prodotto agli atti dal ricorrente, debitamente firmato (all. n. 4).

Nella stessa data (2.2.2010), il ricorrente aveva quindi proceduto a dare istanza per il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, a seguito del perfezionamento della procedura di emersione.

Il ricorrente pertanto nega di aver mai fatto richiesta di rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione, così come si legge nel provvedimento impugnato.

Il motivo è fondato e va pertanto accolto.

Tra la documentazione prodotta dal ricorrente, in effetti, c’è anche la copia debitamente firmata del contratto di soggiorno stipulato, dal ricorrente e dal suo datore di lavoro, in data 2 febbraio 2010 alla presenza dell’incaricato dello Sportello Unico.

La circostanza non è stata contestata in alcun modo dalla avvocatura dello Stato.

La sussistenza di tale documento consente di ritenere che effettivamente la questura abbia adottato il provvedimento impugnato sulla base di un falso presupposto, ovvero la mancata comparizione delle parti presso lo Sportello Unico per l’immigrazione e che di conseguenza abbia errato anche nel ritenere che il ricorrente avesse presentato una domanda di permesso di soggiorno per attesa occupazione anziché per lavoro subordinato.

Il motivo, pertanto, deve essere accolto, con assorbimento delle ulteriori due censure aventi unicamente natura procedimentale (vizio di motivazione e mancata comunicazione di avvio del procedimento).

L’accoglimento del ricorso determina l’annullamento del provvedimento impugnato.

L’amministrazione dell’interno dovrà quindi riprovvedere sull’istanza del ricorrente tenendo conto della sussistenza di un contratto di soggiorno e dunque dell’avvenuto perfezionamento della procedura di emersione.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Quater) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato.

Condanna l’Amministrazione resistente al pagamento delle spese di giudizio, chempensa le spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.liquida in euro 1.500,00 (millecinquecento.=).

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa

Così deciso in Roma nelle camera di consiglio dei giorni 2 febbraio 2012

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 22/05/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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