Sentenza del 2 agosto 2012 Tribunale di Reggio Emilia

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Separazione – stranieri coniugati all’estero – qualora la legge straniera non disciplini l’istituto della separazione personale tra coniugi, è possibile applicare la legislazione italiana

 

 

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI REGGIO EMILIA

SEZIONE FERIALE

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

promossa da

*****, elettivamente domiciliata in Reggio Emilia, presso e nello studio dell’avv. Annalisa Ferrari, che la rappresenta e difende giusta delega in atti

-RICORRENTE-

 

contro

***, elettivamente domiciliato in Reggio Emilia, presso e nello studio dell’avv. Mirco Bonini, che lo rappresenta e difende giusta delega in atti

-RESISTENTE-

con l’intervento del PUBBLICO MINISTERO

-INTERVENUTO-

avente ad oggetto: “SEPARAZIONE GIUDIZIALE”

CONCLUSIONI DELLE PARTI

Le parti precisano le conclusioni come da verbale del 5/4/2012.

IL TRIBUNALE

udita la relazione della causa svolta dal Giudice Istruttore Dott. Giovanni Fanticini, udita la lettura delle conclusioni prese dai procuratori delle parti, esaminati gli atti e i documenti di causa,

ha così ritenuto:

CONCISA ESPOSIZIONE DELLE RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Con ricorso depositato il 5/11/2009 ***** ricorreva al Tribunale chiedendo la separazione personale dal coniuge *** con il quale aveva contratto matrimonio in data 27/4/1999 in Nigeria: la ricorrente asseriva che il rapporto matrimoniale si era deteriorato a causa dei comportamenti del convenuto (affermava che il convenuto aveva usato violenza, psicologica e fisica, nei suoi confronti) e che la convivenza era divenuta intollerabile;

dall’unione erano nati i figli *** e ***; chiedeva la pronuncia di separazione con addebito al marito, l’affidamento esclusivo dei figli, la determinazione di un contributo di mantenimento della prole.

All’udienza del 19/1/2010 solo la ricorrente compariva innanzi al Presidente del Tribunale che confermava l’affidamento dei minori ai Servizi Sociali (già stabilito dal Tribunale per i Minorenni) e fissava un assegno di mantenimento in favore dei figli.

Con comparsa del 25/5/2010 si costituiva in giudizio ***, il quale si associava all’istanza di separazione ma chiedeva di rigettare la domanda di addebito; chiedeva altresì la conferma dei provvedimenti presidenziali riguardanti i minori.

Previo intervento del Pubblico Ministero, le parti comparivano innanzi al G.I. per la prosecuzione.
Con ordinanza del 28/10/2010 il G.I. provvedeva sulle istanze probatorie.

All’udienza del 24/2/2011 la ricorrente rinunciava – e la controparte accettava – alla domanda di addebito; a detta udienza, fissata anche per l’assunzione del suo interrogatorio formale, ometteva di comparire il convenuto, il quale non ha fornito, nemmeno in seguito, alcuna giustificazione per la mancata comparizione; nel prosieguo la parte ricorrente non insisteva per l’assunzione delle altre prove orali; veniva acquisita relazione dei competenti Servizi Sociali.
All’udienza del 5/4/2012 le parti precisavano le conclusioni; concessi i termini per le difese finali, il G.I. rimetteva la causa al Collegio per la decisione.

§ § §

1. Preliminarmente e in rito, si deve rilevare che la domanda di unificare l’assegno periodico di mantenimento e una somma a forfait per spese straordinarie mensili non può reputarsi nuova e tardiva, atteso che sul contributo per la prole il Tribunale ha poteri officiosi che prescindono dalle richieste delle parti e, pertanto, l’istanza della ricorrente mira soltanto a sollecitare l’esercizio di tali poteri.
Lo stesso deve dirsi con riguardo alla produzione di documentazione (con la conclusionale e, quindi, consentendo alla controparte la difesa con la replica) utile alla decisione sul contributo per il mantenimento, stanti i poteri istruttori officiosi riconosciuti dall’art. 155-sexies c.c.

2. Poiché entrambi i coniugi sono cittadini nigeriani, il primo problema da risolvere riguarda la legge da applicarsi in questa causa: infatti, ai sensi dell’art. 14 delle legge 218/1995, il Giudice è gravato dell’obbligo di accertare d’ufficio la legge straniera eventualmente applicabile al rapporto in forza delle disposizioni di diritto internazionale privato (segnatamente, l’art. 31 L. 218/1995). In realtà, il principio iura novit curia, anche riguardo al diritto straniero, pur non codificato precedentemente, era pacificamente riconosciuto dalla giurisprudenza, che, tuttavia, ne aveva mitigato le eccessive conseguenze con il riconoscere sussistente sempre e comunque un onere di allegazione delle parti; tale concezione è confluita anche nella norma dell’art. 14 L. 218/1995, la quale, al comma 2°, evidenzia come le parti debbano collaborare con il Giudice nel fornire indicazioni al riguardo.

Nel caso, l’ordinamento della Nigeria contempla l’istituto della separazione tra coniugi ai paragrafi 39 e seguenti del Matrimonial Causes Act: si tratta, in particolare, di una separazione giudiziale non dissimile da quella disciplinata del nostro ordinamento come si evince dalla sintetica disposizione del paragrafo 41 (“A decree of judicial separation relieves the petitioner from the obligation to cohabit with the other party to the marriage while the decree remains in operation, but, except as provided by this Part, it shall not otherwise affect the marriage or the status, rights and obligations of the parties to the marriage”).

La legge nigeriana (paragrafo 39: “Subject to this Part, a petition under this Act by a party to a marriage for a decree of judicial separation may be based on one or more of the facts and matters specified in sections 15(2) and 16(l) of this Act.”) pone varie condizioni per la separazione:

  • Paragrafo 15(2): The court hearing a petition for a decree of dissolution of a marriage shall hold the marriage to have broken down irretrievably if, but only if, the petitioner satisfies the court of one or more of the following facts-

(a) that the respondent has wilfully and persistently refused to consummate the marriage;

(b) that since the marriage the Respondent has committed adultery and the petitioner finds it intolerable to live with the respondent;

(c) that since the marriage the respondent has behaved in such a way that the petitioner cannot reasonably be expected to live with the respondent;

(d) that the respondent has deserted the petitioner for a continuous period of at least one year immediately preceding the presentation of the petition;

(e) that the parties to the marriage have lived apart for a continuous period of at least two years immediately preceding the presentation of the petition and the respondent does not object to a decree being granted;

(f) that the parties to the marriage have lived apart for a continuous period of at least three years immediately preceding the presentation of the petition;

(g) that the other party to the marriage has, for a period of not less than one year failed to comply with a decree or restitution of conjugal rights made under this Act;

(h) that the other party to the marriage has been absent from the petitioner for such time and in such circumstances as to provide reasonable grounds for presuming that he or she is dead.

  • paragrafo 16(1): Without prejudice to the generality of section 15(2)(c) of this Act, the court hearing a petition for a decree to of dissolution of marriage shall hold that the petitioner has satisfied the court of the fact mentioned in the said section 15(2)(c) of this Act if the petitioner satisfies the court that-

(a) since the marriage, the respondent has committed rape, sodomy, or bestiality; or

(b) since the marriage, the respondent has, for a period of not less than two years-

(i) been a habitual drunkard, or

(ii) habitually been intoxicated by reason of taking or using to excess any sedative, narcotic or stimulating drug or preparation, or has, for a part or parts of such a period, been a habitual drunkard and has, for the other part or parts of the period, habitually been so intoxicated; or

(c) since the marriage, the respondent has within a period not exceeding five years-

(i) suffered frequent convictions for crime in respect of which the respondent has been sentenced in the aggregate to imprisonment for not less than three years, and

(ii) habitually left the petitioner without reason- able means of support; or

(d) since the marriage, the respondent has been in prison for a period of not less than three years after conviction for an offence punishable by death or imprisonment for life or for a period of five years or more, and is still in prison at the date of the petition; or

(e) since the marriage and within a period of one year immediately preceding the date of the petition, the respondenthas been convicted of-

(i) having attempted to murder or unlawfully to kill the petitioner, or

(ii) having committed an offence involving the intentional infliction of grievous harm or grievous hurt on the petitioner or the intent to inflict grievous harm or grievous hurt on the petitioner;

(f) or the respondent has habitually and wilfully failed, throughout the period of two years immediately preceding the date of the petition, to pay maintenance for the petitioner-

(i) ordered to be paid under an order of, or an order registered in, a court in the Federation, or

(ii) agreed to be paid under an agreement between the parties to the marriage providing for their separation; or

(g) the respondent-

(i) is, at the date of the petition, of unsound mind and unlikely to recover, and

(ii) since the marriage and within the period of six ears immediately preceding the date of the petition, as been confined for a period of, or for periods aggregating, not less than five years in an institution where persons may be confined for unsoundness of mind in accordance with law, or in more than one such institution.

Come si evince dalle citate norme, non è prevista la separazione con addebito (alla relativa domanda ha comunque rinunciato la ricorrente) ma solo la separazione per “giusta causa” (tra quelle incluse nell’elenco).

Ritiene il Collegio che, nella fattispecie in esame, possa configurarsi la situazione delineata dal paragrafo 15(2)(c) e, cioè, “that since the marriage the respondent has behaved in such a way that the petitioner cannot reasonably be expected to live with the respondent” (in altri termini, il comportamento del convenuto dev’essere tale da non rendere ragionevolmente accettabile, da parte del ricorrente, la prosecuzione della convivenza).

La mancata comparizione del convenuto – corroborata dai certificati medici in atti – consente di ritenere provate le circostanze dedotte nei capitoli di prova ammessi e, cioè, i plurimi episodi di violenza domestica subiti dalla ricorrente. Il reiterato ricorso alla violenza fisica da parte dell’odierno resistente costituisce certamente condotta grave e tale da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza anche in base al disposto della legge nigeriana.

3. Con riguardo all’affidamento e al mantenimento della prole, la legge della Nigeria prevede:

  • paragrafo 71:

(1) In proceedings with respect to the custody guardianship, welfare, advancement or education of children of a marriage, the court shall regard the interests of those children as the paramount consideration; and subject thereto, the court may make such order in respect of those matters as it thinks proper. …

(3) In proceedings with respect to the custody of children of a marriage, the court may, if it is satisfied that it is desirable to do so, make an order placing the children, or such of them as it thinks fit, in the custody of a person other than a party to the marriage.

(4) Where the court makes an order placing a child of a marriage in the custody of a party to the marriage, or of a person other than a party to the marriage, it may include in the order such provision as it thinks proper for access to the child by the other party to the marriage, or by the parties or a party to the marriage, as the case may be.

  • paragrafo 72:

(1) The court may, in proceedings under this Act, by court in order require the parties to the marriage, or either of them, to make, for the benefit of all or any of the parties to, and the children of, the marriage, such a settlement of property to which the parties are, or either of them is, entitled (whether in possession or reversion) as the court considers just and equitable in the circumstances of the case.

(2) The court may, in proceedings under this Act, make such order as the court considers just and equitable with respect to the application for the benefit of all or any of the parties to, and the children of, the marriage of the whole or part of property dealt with by ante-nuptial or post-nuptial settlements on the parties to the marriage, or either of them.

  • paragrafo 73:

(1) The court, in exercising its powers under this Part of this Act, may do any or all of the following, that is to say, it may-

(a) order that a lump sum or a weekly, monthly, yearly or other periodic sum be paid;

(b) order that a lump sum or a weekly, monthly, yearly or other periodic sum be secured;

(c) when a periodic sum is ordered to be paid, order that its payment be wholly or partly secured in such manner as the court directs;

(d) order that any necessary deed or instrument be executed, and that the documents of title be produced or such other things be done as are necessary to enable an order to be carried out effectively or to provide security for the due performance of an order;

(e) appoint or remove trustees; order that payments be made direct to a party to the marriage, or to a trustee to be appointed or to a public officer or other authority for the benefit of a party to the marriage;

(g) order that payment of maintenance in respect of a child be made to such persons or public officer or other authority as the court specifies;

(h) make a permanent order, an order pending the disposal of proceedings, or an order for a fixed term or for a life or during joint lives, or until further order,

(i) impose terms and conditions;

(j) in relation to an order made :in respect of a matter referred to in section 70, 71 or 72 of this Act, whether made by the court or by another court, and whether made before or after the commencement of this Act,-

(l) make any other order (whether or not of the same nature as those mentioned in the preceding paragraphs of this subsection, and whether or not it is in accordance with the practice under any other enactment or law before the commencement of this Act) which it thinks it is necessary to make to do justice.

Dalle disposizioni emerge che il Tribunale ha – come nell’ordinamento italiano – il compito di salvaguardare l’interesse della prole – obiettivo primario – e a tal fine può adottare un’ampia gamma di provvedimenti, compresi l’affidamento monogenitoriale o eterofamiliare, la determinazione di contributi economici e l’adozione di misure atte a garantire il mantenimento.

Osserva il Collegio che, in base alla relazione dei Servizi Sociali, il resistente è stato a lungo “latitante” coi figli (scarsi contatti, anche telefonici) nonostante il desiderio degli stessi di avere un rapporto più intenso con lui; solo recentemente *** pare aver assunto maggiore consapevolezza del proprio ruolo genitoriale e si è anche la tensione tra i coniugi si è allentata, tanto che la stessa ricorrente “si mostra concorde rispetto all’eventuale possibilità che i coniugi possano incontrare liberamente il padre”.

La figura genitoriale materna appare positiva e, ferme restando le determinazioni del Tribunale per i Minorenni, non si ravvisano ostacoli ad individuare la madre come genitore affidatario

Di contro, pur concordando sulla possibilità di incontri “liberi” (cioè, non sottoposti alla vigilanza dei Servizi Sociali) tra il padre e i figli, le condotte del medesimo (violenze perpetrate nel corso della convivenza matrimoniale, presumibilmente alla presenza dei figli; assenze prolungate e scarsi contatti con la prole) inducono a ritenere potenzialmente nocivo per i minori un affidamento condiviso; il padre potrà incontrare i figli e tenerli con sé secondo il calendario che sarà predisposto dai competenti Servizi Sociali, misura questa che appare idonea a contemperare le esigenze di tutela della prole e di ausilio alla (debole) figura paterna.

Le condizioni economiche delle parti non sono controverse e nemmeno vi è discordia sull’ammontare del contributo periodico: infatti, entrambi i contendenti concordano sull’entità del contributo periodico (Euro 250,00 mensili per ciascun figlio), mentre divergono le interpretazioni sul concetto di spese straordinarie (addossate in pari misura alle parti in forza dell’ordinanza del Presidente del Tribunale).

Reputa questo Collegio che non sia opportuno – come invece sembrerebbero chiedere le parti – elencare le spese straordinarie, che sono eterogenee e mutevoli a seconda dello sviluppo dei figli; sembra piuttosto più ragionevole stabilire un contributo periodico più elevato che comprenda quindi anche le spese straordinarie (a mero titolo esemplificativo, quelle per gite d’istruzione o acquisto di libri di testo) restando escluse soltanto le spese impreviste, legate ad eventi futuri che non possono essere ragionevolmente preveduti (ad esempio, per cure mediche particolari legate a sopravvenute patologie o a incidenti). Si determina, perciò, che il convenuto versi alla ricorrente, a titolo di contributo al mantenimento della prole, la somma mensile di Euro 650,00 (Euro 325,00 per ciascun figlio), somma rivalutabile annualmente secondo indici Istat dall’agosto 2013, oltre al 50% delle spese impreviste (come sopra qualificate).

Si conferma anche l’ordine di pagamento diretto da parte del datore di lavoro, misura che consente di “secure the payment”, come previsto dalla legge nigeriana.

4. La prevalente soccombenza del resistente comporta giustifica la sua condanna alla rifusione delle spese del giudizio.

P.Q.M.

 

IL TRIBUINALE DI REGGIO EMILIA

definitivamente pronunciando sull’azione promossa da ***** nei confronti di *** con l’intervento del Pubblico Ministero, così provvede:

  • pronuncia la separazione personale tra i coniugi *** nato in Nigeria e ***** (nata in Nigeria, uniti in matrimonio in Benin City – Nigeria in data 27/4/1999 (come da atto di matrimonio – anno 2008 – parte I – n. 3);
  • ordina ai competenti Ufficiali dello Stato Civile di annotare questa sentenza;
  • affida i figli minori alla madre;
  • il padre potrà incontrare i figli e tenerli con sé secondo il calendario che sarà predisposto dai competenti Servizi Sociali (Servizi Sociali Unione Tresinaro Secchia);
  • dispone che *** versi a *****, a titolo di contributo al mantenimento della prole, la somma mensile di Euro 650,00 (Euro 325, per ciascun figlio), somma rivalutabile annualmente secondo indici Istat dall’agosto 2013, oltre al 50% delle spese impreviste;
  • ordina al datore di lavoro di *** – Azienda Agricola **, con sede in Rubiera – di Versare mensilmente a ***** la somma predetta, prelevandola dai compensi dovuti a ***;
  • condanna *** versi a ***** le spese di lite, liquidate in complessivi Euro 2.600,00 per diritti e onorari, oltre a spese generali (12,5%), CPA e IVA;
  • manda la Cancelleria per la comunicazione ai Servizi Sociali Unione Tresinaro Secchia.

Deciso l’1/8/2012 nella camera di consiglio della Sezione Feriale del Tribunale di Reggio Emilia

Il Presidente
Dr. Luciano Varotti

Il Giudice Estensore
Dr. Giovanni Fanticini

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