Ordinanza n. 3568 del 7 marzo 2012 Corte di Cassazione

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Espulsione – non è stata conferita valida procura al difensore per proporre l’opposizione innanzi alla Autorità consolare all’estero

 

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SESTA CIVILE

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto ai n. 119 del R.6. anno 2011 proposto da: ***** domiciliato in ROMA, via Teodoro Monticelli 2 presso l’avv. Emmolo Giuseppe con l’Avv. Garofalo Massimo che lo difende per procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Prefetto UTG di Ragusa;

– intimato –

avverso il decreto 6.7.2010 del G. di P. di Ragusa;

Svolgimento del processo

CHE il cittadino della Tunisia ***** in data 5.10.2010 venne espulso dal Prefetto di Ragusa del D.Lgs. n. 286 del 1998, ex art. 13, comma 2, lett. B e l’espulsione venne impugnata dall’interessato con ricorso 28.10.2010;

CHE il GdP di Ragusa, con decreto 15.11.2010, affermando non essere stata conferita valida procura al difensore avv. Garofalo Massimo, per proporre l’opposizione, essa non essendo stata conferita innanzi alla Autorità consolare all’estero, come preteso nella intestazione del ricorso ad opponendum. dichiarò inammissibile il ricorso;

CHE il provvedimento è direttamente ricorribile per cassazione ai sensi del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 13 bis (D.Lgs. n. 113 del 1999, art. 1) ed è stato fatto segno a ricorso per cassazione in data 20.12.2010 al quale non ha resistito l’intimato Prefetto;

CHE ad un ricorso per cassazione avverso provvedimento pubblicato, come nella specie, il 28.10.2010, devono essere applicate le disposizioni di cui all’art. 360 bis c.p.c. introdotto dalla L. n. 69 del 2009, art. 47;

CHE il decreto non appare affetto dai denunziati vizi di violazione di legge e sommarietà di indagine: se infatti alla stregua del disposto del D.Lgs. n. 396 del 1998, art. 13, comma 8 come modificato dalla L. n. 189 del 2002, art. 12 è data facoltà allo straniero di scegliere tra la proposizione del ricorso mediante conferimento di procura al difensore con autentica da parte del medesimo della sua sottoscrizione (se e sino a che lo straniero stesso si trovi sul territorio nazionale) e la proposizione del ricorso investendo il difensore di procura rilasciata presso l’autorità consolare nel Paese di rimpatrio (Cass. 26275 del 2005), ne discende che l’obbligo di ricorrere alla ed. procura consolare non è nè generale nè presumibile, correlativamente potendosi predicare la nullità di una procura con sottoscrizione autenticata dal difensore soltanto ove sia affermato che all’atto del rilascio lo straniero era all’estero;

CHE nella specie, è lo stesso ricorso a non affermare che ***** fosse in Italia all’atto del rilascio ed anzi ad ipotizzare che la procura consolare per il rilascio del mandato defensionale all’estero potesse essere stata sostituita dalla autentica defensionale in patria, nel mentre il GdP ha – con proposizione neanche compresa – desunto la presumibile presenza all’estero dell’ A. dalla intestazione dell’atto, che affermava il rilascio di procura consolare;

CHE, ove si condivida il testè formulato rilievo, il ricorso può essere trattato in camera di consiglio e respinto per manifesta infondatezza.

Motivi della decisione

La relazione merita di essere condivisa là dove, rammentando la detta alternativa tra procura consolare all’estero tra mandante e mandatario “distanti” e procura in patria tra soggetti “presenti”, rileva come il ricorso neanche contrasti l’affermazione del giudice del merito sulla presumibile spedizione “dall’estero” della procura (il ricorso menzionando in intestazione la procura consolare), deducendo che non vi sarebbe stata alcuna necessità di acquisire procura consolare in Tunisia perchè l’ A. avrebbe rilasciato la procura al difensore, in Italia, prima dell’esecuzione del rimpatrio.

Nulla è a disporsi e regolarsi per le spese.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso.

DEPOSITATO IN CANCELLERIA
il 7 marzo 2012

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