Ordinanza n. 3489 del 6 marzo 2012 Corte di Cassazione

0
38

Espulsione – rigetto richiesta rilascio permesso di soggiorno – legittimità dell’atto amministrativo – attestazione di conformità

 

CORTE DI CASSAZIONE


Rileva


Il Collegio che il relatore designato nella relazione depositata ex articolo 380 bis c.p.c. ha formulato considerazioni nei senso:

CHE il cittadino del Bangladesh ***** – espulso con decreto 11.08.2010 del Prefetto di Salerno adottato ai sensi dell’articolo 13 c. 2 lett. B del d.lgs. 286/98, per rigetto della sua richiesta di rilascio di p.d.s., impugnò detta espulsione innanzi al Giudice di Pace di Salerno , deducendo la invalidità del decreto espulsivo perché non motivato adeguatamente e perché la copia notificata era sfornita della attestazione di conformità all’originale;

CHE il GdP di Salerno con decreto 22.10.2010 ha rigettato le doglianze rilevando che l’espulsione era legittima posto che lo straniero si trovava in Italia in condizione di evidente irregolarità e non occorreva altra motivazione che quella che tal condizione denotava e che non rilevava la mancata attestazione di conformità, peraltro nella copia notificata dei verbale stante la mancata produzione del decreto, dato che la consegna effettuata era di per sé eloquente della conformità;

CHE il provvedimento è direttamente ricorribile per cassazione ai sensi dell’articolo 13 bis del d.lgs. 286/98 (articolo 1 del d.lgs. 113/99) ed è stato fatto segno a ricorso per cassazione in data 14.2.2011 ai quale non ha resistito l’intimato Prefetto;

CHE ad un ricorso per cassazione avverso provvedimento pubblicato, come nella specie, il 22.10.2010, devono essere applicate le disposizioni di cui all’articolo 360 bis c.p.c. introdotto dall’articolo 47 della legge n. 69 del 2009;

CHE: il primo motivo del ricorso, devesi ritenere inammissibile posto che la censura di violazione dell’articolo 13 c. 7 del T.U. non si dice sia stata proposta al GdP (che infatti la ignora del tutto) ed è pertanto prospettata in questa sede per la prima volta;il secondo motivo del ricorso propone confusamente una censura avverso la abnorme decisione del GdP di ritenere non rilevante in prima approssimazione alcuna censura sul decreto espulsivo perché esso non era in atti, essendo stata la opposizione proposta avverso la copia del verbale di notifica in possesso dell’espellendo: la confusa quanto inconsueta motivazione del GdP non consente dì ritenere sussistente alcuna autonoma ragione di invalidità del decreto adottato oltre a quella di cui al motivo che segue (che ne assorbe la cognizione); il terzo motivo si duole del consapevole discostarsi da parte del GdP dalla giurisprudenza di questa Corte sulla inderogabile esigenza di consegnare all’espellendo copia del provvedimento munita di attestazione di conformità: la doglianza è fondata, trattandosi di questione sulla cui rilevanza questa Corte ha avuto modo di recentemente pronunziare (Cass. n. 17569 del 2010) affermando che non sono ammessi equipollenti all’adempimento del minimo requisito dì legalità dell’atto amministrativo di espulsione (quello della attestazione di conformità della copia consegnata all’originale sottoscritto dal Prefetto o da delegato/sostituto) sì che la motivazione addotta dal GdP sulla sufficienza del mero atto di consegna appare affatto illegittima

CHE, ove si condivida il testé formulato rilievo, il ricorso può essere trattato in camera di consiglio e accolto per manifesta fondatezza”

Osserva


Ritiene il Collegio che la relazione sopra trascritta meriti di essere pienamente condivisa, con la conseguente cassazione del decreto impugnato in accoglimento dell’assorbente terzo motivo. Il giudice del rinvio, pertanto, dovrà fare applicazione del principio per il quale non sono ammessi equipollenti all’adempimento del minimo requisito di legalità dell’atto amministrativo di espulsione, quello costituito dalla attestazione di conformità, della copia consegnata all’espellendo, all’originale sottoscritto dal Prefetto o da delegato/sostituto, con la conseguenza per la quale in difetto di tale attestazione formulata dal p.u. autorizzato sulla copia consegnata l’atto è privo dei requisito di esternazione statuito a pena di validità. Sarà onere del giudice del rinvio anche regolare le spese di questo giudizio.


P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa il decreto impugnato e rinvia, anche per le spese, al Giudice di Pace di Salerno in persona di altro registrato.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here