Cittadinanza Italiana per Matrimonio 2025: guida completa

La procedura, per ottenere la cittadinanza italiana attraverso il matrimonio, si svolge interamente online, ma dietro la semplicità del portale c’è un processo che richiede attenzione, documenti precisi e un po’ di pazienza.

Cittadinanza Italiana per Matrimonio 2025: guida completa
Cittadinanza italiana per matrimonio 2025

Per chiedere la cittadinanza bisogna essere sposati con un cittadino o una cittadina italiana e avere un matrimonio valido, registrato nei registri italiani e non sciolto da separazione o divorzio. Il permesso di soggiorno deve essere in corso di validità e la persona che presenta la domanda deve dimostrare di conoscere la lingua italiana almeno a livello B1.

Chi vive in Italia può fare richiesta dopo due anni di matrimonio; chi vive all’estero, dopo tre. Quando la coppia ha figli, i tempi si dimezzano: un anno per chi risiede in Italia, diciotto mesi per chi è registrato all’estero. È importante ricordare che una separazione o un divorzio prima del decreto interrompe la procedura.


Requisiti e reddito minimo

Il requisito economico resta quello legato all’Assegno Sociale, che nel 2025 è di circa 6.800 euro annui per una persona sola e sale a poco più di 10.000 per una coppia.
Non è necessario che entrambi lavorino: il reddito del coniuge italiano può essere utilizzato per dimostrare la disponibilità economica. In generale, la Prefettura valuta la situazione complessiva della famiglia, non solo il singolo stipendio.

Accanto al reddito, serve la conoscenza della lingua italiana. Il livello minimo richiesto è il B1, che deve essere certificato da un ente riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione o dal Ministero degli Esteri. I certificati generici o quelli rilasciati da scuole private non accreditate non vengono accettati.


I documenti necessari

Prima di compilare la domanda online, è bene raccogliere tutta la documentazione.
Servono i documenti d’identità e di stato civile italiani — carta d’identità, certificato di matrimonio trascritto in Italia, storico di residenza e stato di famiglia — insieme alle ultime dichiarazioni dei redditi.

Dal Paese d’origine arrivano invece i due certificati fondamentali: quello di nascita e quello penale. Devono essere legalizzati o apostillati e tradotti in italiano da un traduttore giurato.
I Paesi che aderiscono alla Convenzione dell’Aia utilizzano l’Apostille; quelli che non vi aderiscono devono ricorrere alla legalizzazione consolare presso l’ambasciata o il consolato italiano.

Preparare con attenzione questi documenti significa evitare mesi di ritardi: basta una firma mancante, una data errata o una traduzione non giurata per far sospendere tutto.


Come presentare la domanda

La procedura è digitale e passa dal Portale ALI.
Dopo la registrazione con SPID o e-mail, si seleziona la voce “Cittadinanza per matrimonio” e si inseriscono i dati richiesti. È necessario caricare i documenti in formato PDF, pagare il contributo di 250 euro e inviare la domanda.

Da quel momento la pratica viene assegnata alla Prefettura competente. L’ufficio esamina i documenti, avvia i controlli e, se tutto è corretto, convoca il richiedente per il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana.
I tempi ufficiali sono di circa ventiquattro mesi, ma nella pratica possono arrivare a trenta, con differenze notevoli tra una Prefettura e l’altra. Brescia, Milano e Torino restano tra le più lente.


Errori da evitare

Molte richieste vengono sospese per piccoli dettagli.
Tra i più comuni ci sono i nomi scritti in modo diverso tra i certificati e il passaporto, documenti stranieri senza apostille o senza traduzione giurata, certificati linguistici non validi o redditi non sufficienti. Anche una separazione comunicata dopo l’invio della domanda blocca automaticamente la procedura.


Domande frequenti

Serve il certificato B1 anche per chi vive all’estero?
Sì, è obbligatorio dal 2018 per tutte le domande, indipendentemente dal luogo di residenza.

Posso usare il reddito del mio coniuge italiano?
Sì, a condizione che viviate insieme e risulti dallo stato di famiglia.

Quanto dura in media la procedura?
Tra diciotto e trenta mesi, a seconda del carico della Prefettura e della completezza dei documenti.

E se ci separiamo dopo aver presentato la domanda?
La procedura si interrompe automaticamente: serve un matrimonio valido fino al decreto.


In sintesi

La cittadinanza per matrimonio è più veloce rispetto a quella per residenza, ma richiede rigore: documenti aggiornati, reddito adeguato, conoscenza della lingua e un matrimonio stabile.