Sentenza n. 7233 del 3 agosto 2012 Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

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Rigetto richista di rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo – risarcimento danni

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda Quater)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 4971 del 2012, proposto da: *****, rappresentato e difeso dall’avv. Filippo M. Malara, con domicilio eletto presso Filippo M. Malara in Roma, Circonvallazione Clodia, 80;

contro

Ministero dell’Interno, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12; Questura di Roma;

per l’annullamento

rigetto richista di rilascio del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo – risarcimento danni

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Interno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 10 luglio 2012 il dott. Maria Laura Maddalena e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

Il ricorrente impugna, con il ricorso in epigrafe, il provvedimento con cui la Questura di Roma gli ha negato il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo per l’esistenza di due condanne a suo carico per i reati di cui agli artt. 171 ter e 171 bis l. 633/41, 648 c.p. e 474 c.p., ritenendole condanne ostative.

Deduce la mancata valutazione del grado di inserimento sociale e familiare nel nostro Paese.

Il ricorso merita accoglimento alla stregua dell’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale che ha chiarito che “non è applicabile, in quanto non previsto dalle specifiche disposizioni relative alla carta per soggiornanti di lungo periodo, l’automatismo previsto dall’art. 26 comma 7 bis, d.lg. n. 286 del 1998, secondo cui la condanna con provvedimento irrevocabile, per alcuno dei reati previsti dalle disposizioni del Titolo III, Capo III, Sezione II, della legge 22 aprile 1941 n. 633, e successive integrazioni e modificazioni, relativi alla tutela del diritto di autore, e dagli articoli 473 e 474, c.p., comporta la revoca del permesso di soggiorno rilasciato allo straniero e l’espulsione del medesimo, con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica, in quanto l’art. 9 del d.lgs. 286/98 ritiene a tal fine necessaria la previa valutazione dell’effettiva pericolosità del soggetto e del suo inserimento sociale, lavorativo e familiare.

Applicando tali principi nella fattispecie in esame il provvedimento impugnato deve essere annullato in quanto attribuisce automatica valenza ostativa al rilascio della carta di soggiorno ai precedenti penali del ricorrente, senza effettuare quella valutazione complessiva della sua posizione prescritta dall’art. 9 citato. Il provvedimento, infatti, si limita apoditticamente ad affermare di aver compiuto tali valutazioni, senza però offrire elementi concreti.

Il ricorso va pertanto accolto con annullamento, per l’effetto, dell’atto impugnato, con conseguente obbligo dell’Amministrazione resistente di rivalutare l’istanza del ricorrente alla luce dei principi sopra richiamati effettuando una valutazione complessiva della posizione del ricorrente, tenendo conto sia della durata della permanenza dell’interessato nel nostro Paese, residente da oltre 10 anni, dell’effettivo inserimento socio-lavorativo, delle esigenze di unità del nucleo familiare – visto che il ricorrente vive con la moglie e il figlio.

Sussistono giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese di giudizio, ivi compresi diritti ed onorari.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Quater) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato.

Compensa le spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 10 luglio 2012          

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 03/08/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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