Sentenza n. 6622 del 19 luglio 2012 Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

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Annullamento del permesso di soggiorno – diniego di iscrizione anagrafica

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda Quater)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 7671 del 2011, proposto da: *****, rappresentato e difeso dall’avv. Tommaso Acconcia, con domicilio eletto presso Tommaso Acconcia in Roma, viale delle Milizie, 76 Pal. Iii;

contro

Ministero dell’Interno, in persona del ministro p.t., rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12; Questura di Viterbo;
Comune di Viterbo, rappresentato e difeso dagli avv. Fernando Valeri, Raffaella Valeri, con domicilio eletto presso Paola Mataluno in Roma, via Pompeo Trogo, 21;

per l’annullamento

-del provvedimento della questura di Viterbo prot. cat a12/imm, n. 2011/94, datato 10.5.2011 di annullamento del permesso di soggiorno, notificato in data 01.06.2011;

-della nota prot. 247/an del 28.01.2011 del comune di Viterbo-servizi demografici, di comunicazione del rigetto della dichiarazione di iscrizione anagrafica di diniego di iscrizione anagrafica, conosciuta in data 29.06.2011;

-della nota prot. 3060 del 27.7.2011 del comune di Viterbo-servizi demografici di rigetto dell’istanza di riesame in autotutela;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell’Interno e di Comune di Viterbo;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 17 maggio 2012 il dott. Maria Laura Maddalena e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

Con il ricorso in epigrafe, la ricorrente, cittadina ucraina, impugna il provvedimento con il quale la Questura di Viterbo ha annullato il permesso di soggiorno, appena rinnovatole, sul presupposto della comunicazione dell’Ufficio anagrafico del comune di Viterbo secondo il quale la sua. istanza di iscrizione anagrafica non poteva essere accolta in quanto non sussisterebbe la sua dimora abituale.

Espone la ricorrente di convivere con il sog. *** presso l’abitazione da questi condotta in colazione a Viterbo, via ***; di aver richiesto, in data 18.3.2010, l’iscrizione presso il comune di Viterbo per trasferimento da Roma; di essere venuta a conoscenza, a seguito di accesso ai documenti, che la polizia locata aveva effettuato un unico accesso presso la sua abitazione, in data 8 settembre 2010, e le aveva inviato due comunicazione, dalla stessa però mai ricevute, e sulla scorta di tali accertamenti aveva ritenuto che ella non avesse dimora abituale presso l’indirizzo indicato.

La ricorrente deduce vari motivi di impugnazione per violazione di legge ed eccesso di potere.

Il comune di Viterbo si è costituito ed ha eccepito l’inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione, chiedendone comunque anche il rigetto perché infondato.

L’avvocatura dello Stato s è costituita con mero atto di stile e l’amministrazione dell’interno ha fatto pervenire una nota.

Con ordinanza del 28 ottobre 2011, il collegio ha accolto l’istanza cautelare, ordinando al comune di Viterbo di effettuare nuovi accertamenti circa la sussistenza della dimora abituale della ricorrente.

Detti accertamenti sono stati espletati e le risultanze sono state depositate in data 21 aprile 2012. Da esse risulta che la ricorrente effettivamente ha la dimora abituale all’indirizzo indicato (via ***).

All’odierna udienza, la causa è stata trattenuta in decisione.

Il ricorso è fondato e pertanto deve essere accolto.

Va preliminarmente rigettata l’eccezione di difetto di giurisdizione in quanto il ricorso è volto in via principale alla impugnazione del provvedimento di annullamento del permesso di soggiorno già rilasciato alla ricorrente, mentre la nota del comune di Viterbo è stata impugnata solo come atto presupposto.

Se dunque è vero che per le questioni concernenti le iscrizioni e cancellazioni anagrafiche la giurisdizione spetta al giudice ordinario, in quanto esse attengono a diritti soggettivi, tuttavia nel caso di specie non trattandosi dell’oggetto principale del giudizio, il quale invece sicuramente appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo, deve applicarsi l’art. 8 c.p.a. che consente al giudice amministrativo di conoscere, senza efficacia di giudicato – delle questioni pregiudiziali o incidentali relative a diritti, la cui risoluzione sia necessaria per pronunciare sulla questione principale.

Nel merito il ricorso è fondato in quanto, alla luce degli stessi accertamenti effettuati dal comune di Viterbo, su ordine del collegio, è emerso che effettivamente la ricorrente abitava con il convivente presso l’indirizzo indicato, doveva aveva dunque la dimora abituale.

Il provvedimento di annullamento del permesso di soggiorno, dunque, è viziato per difetto di istruttoria e errore nei presupposti, perché si è fondato su accertamenti superficiali, e che poi sono risultati non attendibili, del comune di Viterbo.

Le ulteriori censure possono essere assorbile.

Il provvedimento della Questura di Viterbo va pertanto annullato. Non è possibile invece procedere in questa sede all’annullamento anche della nota del comune di Viterbo del 28.1.2011 né della nota di rigetto dell’istanza di autotutela del 27.7.2011., in quanto la cognizione che ha questo giudice su di esse non ha – ai sensi del citato art. 8 – efficacia di giudicato. E’ tuttavia ipotizzabile che lo stesso comune di Viterbo provveda, sulla scorta dei nuovi accertamenti, a rivedere le sue precedenti determinazioni.

Le spese possono essere compensate, sussistendo giusti motivi.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Quater) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per effetto annulla il provvedimento della questura di Viterbo prot. cat a12/imm, n. 2011/94, datato 10.5.2011 di annullamento del permesso di soggiorno, notificato in data 01.06.2011.

Compensa le spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 17 maggio 2012

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 19/07/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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