Sentenza n. 4081 del 10 luglio 2012 Consiglio di Stato

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Rigetto istanza rilascio permesso di soggiorno – ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 10118 del 2006, proposto da: *****, rappresentato e difeso dall’avv. Benito Panariti, con domicilio eletto presso Benito Piero Panariti in Roma, via Celimontana, 38;

contro

Prefettura di Treviso, Ministero dell’Interno;

per l’annullamento

del provvedimento n. 680/04/gab emesso dal Prefetto di Treviso il 30 agosto 2004 in materia di permesso di soggiorno;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

RITENUTO:

– che il ricorso in esame – notificato il 28 novembre 2006 e depositato il 12 dicembre successivo – è stato proposto dall’interessato direttamente davanti al Consiglio di Stato, per l’impugnazione del provvedimento n. 680/04/gab emesso dal Prefetto di Treviso il 30 agosto 2004;

– che il ricorso risulterebbe prima facie inammissibile, in quanto a partire dalla istituzione dei Tribunali amministrativi regionali (legge 6 dicembre 1971, n. 1034), il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale può essere adìto solo come giudice d’appello, e non come giudice di primo e unico grado (salvo che in taluni casi speciali, come per l’ottemperanza al giudicato, comunque estranei alla presente fattispecie);

– che tuttavia ci si deve dar carico della circostanza che nel contesto del ricorso in esame l’interessato dichiara di avere presentato, contro lo stesso atto, un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e di aver fatto, nei confronti del Ministero dell’Interno, l’interpello di cui all’art. 11, d.P.R. n. 1199/1971, senza esito; sicché ci si potrebbe chiedere se il ricorso oggi in esame non debba essere interpretato come l’atto di “presentazione diretta al Consiglio di Stato” di cui allo stesso art. 11 (se così fosse, il ricorso dovrebbe essere inoltrato alla sezione consultiva per il prosieguo di sua competenza);

– che a quest’ultimo quesito si deve però dare risposta negativa, perché l’atto depositato il 12 dicembre 2006 non contiene la richiesta che venga portato a compimento il procedimento avviato con il ricorso straordinario al Capo dello Stato, ma è strutturato sotto ogni profilo come una nuova impugnazione, basata sulla prospettazione di censure e argomenti di cui solo alcuni riproducono quelli del pregresso ricorso straordinario, ma per il resto sono nuovi ed autonomi; e il provvedimento conclusivo che l’interessato si attende per effetto di tale impugnazione è chiaramente e ripetutamente indicato come una decisione del Consiglio di Stato, non come un decreto del Presidente della Repubblica (su parere del Consiglio di Stato);

– che in questa situazione non è compito di questo Collegio valutare se il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica sia stato proposto in modo rituale, tempestivo, etc.;

– che in conclusione il ricorso va dichiarato inammissibile, salva la facoltà dell’interessato di procedere separatamente ai sensi dell’art. 11 del d.P.R. n. 1199/1971;

– che non vi è luogo a provvedere sulle spese, non essendovi stata costituzione di controparti;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 6 luglio 2012

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 10/07/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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