Sentenza n. 3109 del 4 aprile 2012 Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

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Respinta la richiesta di visto per ricongiungimento familiare

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Quater)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 8322 del 2011, proposto da *****, in proprio e, unitamente a *****, quale esercente la potestà genitoriale sul figlio minore *****, domiciliato ex lege in Roma, presso la Segreteria del TAR e rappresentato e difeso nel presente giudizio dall’avv. Alberto Stocco con studio in Nettuno (Rm), via Trieste n. 80

contro

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI, in persona del Ministro p.t., domiciliato in Roma, via dei Portoghesi n. 12 presso la sede dell’Avvocatura Generale dello Stato che ex lege lo rappresenta e difende nel presente giudizio

per l’annullamento

del provvedimento prot. n. V1959 del 24/07/11 con cui l’Ambasciata d’Italia a Dhaka ha respinto la richiesta di visto per ricongiungimento familiare presentata da ****;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero degli Affari Esteri;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 8 marzo 2012 il dott. Michelangelo Francavilla e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO

Con ricorso notificato il 21/09/11 e depositato il 14/10/11 *****, in proprio e, unitamente a *****, quale esercente la potestà genitoriale sul figlio minore *****, ha impugnato il provvedimento prot. n. V1959 del 24/07/11 con cui l’Ambasciata d’Italia a Dhaka ha respinto la richiesta di visto per ricongiungimento familiare presentata da *****.

Il Ministero degli Esteri, costituitosi in giudizio con comparsa depositata il 20 ottobre 2011, ha concluso per il rigetto del ricorso.

All’udienza pubblica dell’8 marzo 2012 il ricorso è stato trattenuto in decisione.

DIRITTO

Va, innanzi tutto, evidenziato (anche in riferimento alle richieste formulate dalla ricorrente all’udienza di discussione) che la causa è matura per la decisione come si avrà in prosieguo modo di specificare.

Il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.

*****, in proprio e, unitamente a *****, quale esercente la potestà genitoriale sul figlio minore *****, impugna il provvedimento prot. n. V1959 del 24/07/11 con cui l’Ambasciata d’Italia a Dhaka ha respinto la richiesta di visto per ricongiungimento familiare presentata da *****.

Secondo l’art. 30 comma 6° d. lgs. n. 286/98 “contro il diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari, nonché contro gli altri provvedimenti dell’autorità amministrativa in materia di diritto all’unità familiare, l’interessato può proporre opposizione all’autorità giudiziaria ordinaria”.

Ne consegue, in base alla disposizione citata, che il presente giudizio, avendo ad oggetto l’impugnazione del diniego di visto per ricongiungimento familiare, è devoluto alla giurisdizione del giudice ordinario.

Deve, pertanto, essere dichiarata l’inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.

Ai sensi dell’art. 11 d. lgs. n. 104/10, il Tribunale dichiara che la giurisdizione in relazione alla presente controversia spetta al giudice ordinario cui il processo deve essere riproposto nel termine perentorio previsto dalla norma in esame.

La peculiarità della vicenda oggetto di causa giustifica, ai sensi degli artt. 26 d. lgs. n. 104/10 e 92 c.p.c., la compensazione delle spese processuali sostenute dalle parti;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Quater) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto:

1) dichiara l’inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo;

2) ai sensi dell’art. 11 d. lgs. n. 104/10 dichiara che la giurisdizione in relazione alla presente controversia spetta al giudice ordinario cui il processo deve essere riproposto nel termine perentorio previsto dalla norma in esame;

3) dispone la compensazione delle spese processuali sostenute dalle parti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del giorno 8 marzo 2012

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 04/04/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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