Sentenza n. 2769 del 17 novembre 2011 Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

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Respinta la domanda di emersione dal lavoro irregolare – falsità della dichiarazione di emersione – favoreggiamento permanenza di stranieri irregolari dietro pagamento di denaro.

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia


(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 2864 del 2011, proposto da: *****, rappresentato e difeso dall’avv. Alessandra Bigliani, con domicilio eletto presso il suo studio, in Milano, via Podgora, 15;

contro

Ministero dell’Interno Prefettura di Lecco – U.T.G., rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato, domiciliata per legge in Milano, via Freguglia, 1;

per l’annullamento

– del decreto del Prefetto della Provincia di Lecco n. prot. n. *** emesso il 22.12.2010 e notificato in data 25.07.2011, con il quale è stata respinta la domanda di emersione dal lavoro irregolare per cittadini extracomunitari presentata dal datore di lavoro sig. ***** in favore del lavoratore sig. ***** ai sensi della Legge 3 agosto 2009 n. 102.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’Interno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 3 novembre 2011 la dott.ssa Silvana Bini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Visto l’art. 60 cod. proc. amm. che consente al giudice amministrativo, adito in sede cautelare, di definire il giudizio con “sentenza in forma semplificata”, ove la causa sia di agevole definizione nel rito o nel merito e ritenuto di potere adottare tale tipo di sentenza, attesa la completezza del contraddittorio, nonché la superfluità di ulteriore istruttoria;

Sentite sul punto le parti costituite, le quali non hanno manifestato l’intenzione di proporre motivi aggiunti, né regolamento di competenza o di giurisdizione;

Considerato in fatto e ritenuto in diritto quanto segue:

Il Sig. ***** ha presentato alla Prefettura di Lecco, ai sensi dell’art. 1-ter della legge 102/2009, istanza di emersione a favore del cittadino extracomunitario odierno ricorrente.

La Prefettura inviava il preavviso di rigetto, ex art 10 bis L. 241/90, avendo accertato, oltre il fatto che erano state presentate otto domande di regolarizzazione, la falsità della dichiarazione di emersione, fatto per il quale la stessa Prefettura ha inoltrato denuncia alla Procura della Repubblica.

La domanda veniva poi respinta con il provvedimento qui impugnato, per i seguenti motivi:

1) violazione e falsa applicazione di legge; eccesso di potere, illogicità, carenza di motivazione.

Si costituiva in giudizio il Ministero dell’Interno, concludendo per il rigetto del gravame e producendo la sentenza n. 666 del 13 aprile 2011 del Tribunale di Lecco, di condanna del sig. *****, per aver favorito la permanenza di stranieri irregolari in violazione alle norme del D. Lvo 286/98, in quanto dietro pagamento di denaro presentava domande di regolarizzazione di colf e badanti.

All’udienza cautelare del 3.11.2011, il Presidente dava avviso della possibilità di una sentenza in forma semplificata e la causa passava in decisione.

Il ricorso è infondato e deve essere respinto.

La L. 102/99 consente infatti la presentazione di una sola domanda di emersione per la regolarizzazione di rapporti di lavoro preesistenti, con la conseguenza che le ulteriori domande devono essere necessariamente respinte, senza alcuna discrezionalità per l’Amministrazione, che può regolarizzare solo la domanda con data anteriore.

Nel caso di specie, non solo sono state presentate otto domande di regolarizzazione, da parte del Sig. *****, ma il rapporto di lavoro non esisteva.

Mancava quindi una condizione per l’accoglimento della domanda di emersione.

Per tali ragioni il ricorso deve essere respinto, con compensazione delle spese di giudizio, in considerazione della situazione di fatto.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, respinge il ricorso.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 3 novembre 2011

 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 17/11/2011

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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