Sentenza n. 2478 del 13 marzo 2012 Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

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Riconoscimento dello status di rifugiato – esecuzione del giudicato

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda Quater)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 8321 del 2011, proposto da: *****, rappresentato e difeso dagli avv. Francesco Vannicelli, Alessandro Malossini, con domicilio eletto presso Francesco Vannicelli in Roma, via Varrone, 9;

contro

Ministero dell’Interno, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12;

per l’annullamento

RICONOSCIMENTO DELLO STATUS DI RIFUGIATO – ESECUZIONE DEL GIUDICATO – SENTENZA N. 19072/09 DEL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Interno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 10 gennaio 2012 il dott. Floriana Rizzetto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Con il presente ricorso il Sig. ***** agisce in giudizio per ottenere l’ottemperanza alla sentenza del sentenza n. 19072/09 del tribunale civile di Roma, concernente il riconoscimento dello status di rifugiato politico, limitatamente alla parte in cui condanna l’Amministrazione soccombente al pagamento delle spese di giudizio.

Il ricorrente chiede che il Collegio ordini all’Amministrazione resistente di dare piena e completa esecuzione alla sentenza in esame disponendo il pagamento entro 30 giorni o altro termine ritenuto di giustizia il pagamento delle somme dovute a tale tiolo oltre agli interessi legali prodotti dalla sentenza fino al saldo; nomini contestualmente un commissario ad acta; stabilisca la somma per eventuale ulteriore inottemperanza o ritardo nell’esecuzione; con vittoria di spese,competenze, onorari, oltre IVA; CPA.

L’Amministrazione intimata non si è costituita in giudizio.

Alla Camera di Consiglio del 6.12.2011 il ricorso è stato trattenuto in decisione.

Va preliminarmente ribadito che il giudizio di ottemperanza è ammissibile anche per l’esecuzione della parte della sentenza contenente la condanna al pagamento delle spese di giudizio ivi liquidate, dalla quale nasce l’obbligo di far luogo alla corresponsione della relativa prestazione pecuniaria, come affermato da costante orientamento giurisprudenziale (cfr. da ultimo, cfr. Cons. St., sez. IV, 12 ottobre 2010 , n. 7441; n. 2650 del 2010, 28 dicembre 2005, n. 7389).

Nella fattispecie, stante l’idoneità del titolo all’esecuzione – sentenza munita della formula esecutiva e passata in giudicato come attestato dal certificato rilasciato dalla Cancelleria del Tribunale di Roma – ed attesa la persistente ed ingiustificata inerzia della resistente, va dunque dichiarato l’obbligo del Ministero dell’Interno di conformarsi al giudicato di cui in epigrafe, provvedendo al pagamento in favore del ricorrente, entro il termine di giorni sessanta decorrenti dalla data di ricezione della comunicazione in via amministrativa (o, se anteriore, dalla data di notificazione ad istanza di parte), della presente decisione, della complessiva somma dovuta in base al predetto titolo.

Nomina sin d’ora, per il caso di persistente inottemperanza, Commissario ad Acta il Dirigente responsabile del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione con l’incarico di porre in essere tutti gli adempimenti contabili e finanziari per l’esecuzione della pronuncia in questione, con facoltà di delega ad altro funzionario, il quale provvederà anche a denunciare alla competente Procura della Corte dei conti gli specifici comportamenti omissivi di amministratori e funzionari che ne abbiano reso necessario l’intervento, con consequenziale danno erariale corrispondente alle spese per l’intervento commissariale e quant’altro collegato all’inesecuzione del predetto giudicato (in tal senso, da ultimo, Cons. St., sez. IV, 12 ottobre 2010 , n. 7441).

Le spese di lite vanno addossate alla parte che, con il suo comportamento inerte, ha dato origine alla controversia e sono forfettariamente liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Seconda quater, accoglie il ricorso in epigrafe e, per l’effetto, ordina all’Amministrazione intimata l’adozione, entro 60 giorni dal deposito della presente decisione, di tutti gli atti necessari ad assicurare il pagamento in favore del ricorrente della somma corrispondente alla condanna alle spese contenuta nella Sentenza indicata in epigrafe, provvedendo in particolare, entro l’indicata data, alla emissione del relativo ordine di pagamento. Nomina sin d’ora, per il caso di persistente inadempienza oltre il termine assegnato, Commissario ad Acta, con facoltà di delega, il Dirigente responsabile del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno.

Condanna l’Amministrazione resistente alla rifusione di spese ed onorari di giudizio della presente fase esecutiva in favore del ricorrente, nella misura complessiva di Euro 500,00.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 10 gennaio 2012

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 13/03/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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