Sentenza n. 2026 del 18 luglio 2012 Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

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Rifiuto del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

(Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 1604 del 2012, proposto da: *****, rappresentato e difeso dall’avv. Maurizio Murdaca, con domicilio eletto presso Maurizio Murdaca in Milano, via F.Bellotti, 17;

contro

Ministero dell’Interno Questore della Provincia di Milano, rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato, domiciliata per legge in Milano, via Freguglia, 1;

per l’annullamento

del provvedimento emesso dal Questore della Provincia di Milano, notificato al ricorrente in data 2.04.2012, portante rifiuto del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, nonché di ogni altro atto presupposto, consequenziale e comunque connesso;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Interno – Questore della Provincia di Milano;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 17 luglio 2012 il dott. Elena Quadri e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

Rilevato che il gravame è stato proposto per i dedotti motivi di legittimità avverso il decreto indicato in epigrafe, con il quale è stata respinta, ai sensi degli artt. 5, comma 5 e 4, comma 3, del d.lgs. n. 286/98, l’istanza presentata dal ricorrente tesa al rinnovo del permesso di soggiorno;

che si è costituita l’amministrazione intimata, che ha chiesto che il ricorso sia respinto per infondatezza nel merito;

Ritenuto che il ricorso sia infondato;

che, infatti, dall’esame del provvedimento impugnato si evince che lo straniero è stato condannato in data 27 ottobre 2010 alla pena di mesi quattro di reclusione e al pagamento di euro 400 di multa con sentenza del Tribunale di Monza poiché riconosciuto colpevole del reato di cui agli artt. 110, 56, 624 e 625 n. 2 c.p., ovvero in relazione ad ipotesi prevista dall’art. 4, comma 3, del medesimo d.lgs.;

Ritenuto, di conseguenza, che il provvedimento impugnato sia stato emesso nel pieno rispetto delle disposizioni normative succitate ed in particolare dell’art. 4, comma 3, del d.lgs. 286/98, che così recita: “… Non è ammesso in Italia lo straniero … che sia considerato una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressone dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone o che risulti condannato, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per reati previsti dall’articolo 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale ovvero per reati inerenti gli stupefacenti, la libertà sessuale, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’emigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite. …”, nonché adeguatamente motivato con riferimento alle medesime disposizioni normative, che elencano tassative ipotesi nelle quali il giudizio di pericolosità sociale dello straniero risulta legittimamente già effettuato a monte dal legislatore;

Rilevato, inoltre, che il provvedimento di rigetto è stato emesso, altresì, in considerazione dell’insufficienza del reddito posseduto dall’interessato ai fini della regolare permanenza nel territorio nazionale;

che, alla luce delle suesposte considerazioni, il ricorso deve essere respinto;

che sussistono giusti motivi, in considerazione delle peculiarità della controversia, per disporre la compensazione tra le parti delle spese di giudizio;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 17 luglio 2012

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 18/07/2012

IL SEGRETARIO

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