Sentenza n. 1784 del 27 marzo 2012 Consiglio di Stato

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Diniego rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 74 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 1265 del 2012, proposto da *****, rappresentato e difeso dall’avv. Rosario Chiriano, con domicilio eletto presso l’avv. Andrea Maggisano in Roma, via Costantino Morin, 1;

contro

il Ministero dell’Interno – Questura di Catanzaro, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, con domicilio per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12;

per la riforma

della sentenza del T.A.R. CALABRIA – CATANZARO :SEZIONE I n. 01489/2011, resa tra le parti, concernente DINIEGO RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’Interno – Questura di Catanzaro;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 marzo 2012 il consigliere Bruno Rosario Polito e uditi per le parti l’ avvocato Maggisano, per delega dell’avv. Chiriano, e l’avvocato dello Stato Urbani Neri;

Ritenuto:

– che, come correttamente statuito dal Tribunale regionale, nei casi di permesso di soggiorno rilasciato per lo svolgimento di lavoro autonomo la condanna per taluno dei reati previsti dalla legge n. 633 del 1941, a tutela del diritto di autore, e dagli artt. 473 e 474 del codice penale determina con carattere di automatismo – secondo quanto previsto dall’art. 27, comma 7 bis, del d.lgs. n. 286 del 1986, nel testo introdotto dall’art. 21 della legge n. 189 del 2002 – la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione da territorio nazionale;

– che, nella specie, nei confronti dell’odierno appellante è risultato un elemento preclusivo della permanenza in Italia, costituito da condanna penale per reato preso in considerazione dal menzionato art. 27, comma 7 bis, del d.lgs. n. 286 del 1986;

– che la condotta straniero che, nello svolgimento di lavoro autonomo, con contraffazione, alterazione o indebito uso di marchi o di segni distintivi dei prodotti violi le regole poste a tutela dei diritti di proprietà industriale – in danno del libero dispiegarsi dell’iniziativa economica degli altri soggetti che operano nel settore interessato – è considerata, a livello normativo, di per sé riprovevole ed ostativa alla permanenza in Italia, con la conseguenza che, in presenza di sanzione in sede penale, il provvedimento di segno negativo del Questore non deve essere assistito da ulteriore motivazione in ordine agli estremi di pericolosità sociale (cfr. ex multis Cons. St., Sez. VI, n. 5624 del 18 settembre 2009);

– che l’atto impugnato definisce il procedimento di rinnovo del permesso del soggiorno per l’esercizio di lavoro autonomo, con la conseguenza che agli effetti della sua legittimità si configura irrilevante ogni altra domanda (la cui ammissibilità e la cui fondatezza non fanno parte della materia del contendere in questo giudizio), in prosieguo avanzata dall’interessato, per il rilascio dell’autorizzazione al soggiorno in Italia per il diverso titolo inerente alla fruizione di cure mediche;

– che, in relazione all’oggetto del contendere, spese ed onorari del giudizio possono essere compensati fra le parti;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 9 marzo 2012

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 27/03/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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