Sentenza n. C-83/12 del 10 aprile 2012 Corte di Giustizia UE

Uno Stato membro può sanzionare per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, un cittadino di paese terzo che dispone un visto che è stato ottenuto fraudolentemente e non sia stato ancora annullato

 

TRADUZIONE NON UFFICIALE

SENTENZA DELLA CORTE (Seconda Sezione)
10 Aprile 2012 (*)


“Spazio di libertà, sicurezza e giustizia – Regolamento (CE) N. 810/2009 – Codice comunitario dei visti – articoli 21 e 34 – Normativa nazionale – Introduzione di clandestini cittadini di paesi terzi nel territorio di uno Stato membro – visti ottenuto con la frode – sanzione penale il traghettatore “


Nella causa C-83/12 PPU,
Domanda di pronuncia pregiudiziale ai sensi dell’articolo 267 del TFUE, il Bundesgerichtshof (Germania), con decisione 8 febbraio 2012, pervenuta in cancelleria il 17 febbraio 2012, nell’ambito di un procedimento penale a carico di *****

LA CORTE (Seconda Sezione),
J. composto N. Cunha Rodrigues (relatore), presidente di sezione, dai sigg. U. Lõhmus, A. Rosas, A. Ó Caoimh G. e C. Fernlund, giudici,
General Counsel: Ms. E. Sharpston
Impiegato: Mr. K. Malacek, amministratore,
visto la richiesta di febbraio della Corte 8, 2012, pervenuta in cancelleria il 17 febbraio 2012, a presentare domanda di pronuncia pregiudiziale ad una procedura d’urgenza, in conformità con 104 ter del regolamento di procedura della Corte,
Vista la decisione del 28 febbraio 2012 della Seconda Sezione accogliere la richiesta,
visto la fase scritta del procedimento e in seguito alla trattazione orale del 22 marzo 2012,
viste le osservazioni presentate:
– Il signor Vo, da K. Beulich, avvocato,
– Per Generalbundesanwalt beim Bundesgerichtshof con MK Lohse e la signora P. Knauss, in qualità di agenti,
– Il governo tedesco, dal MM. T. e N. Henze Graf Vitzthum, in qualità di agenti,
– Il governo ellenico, dalla sig.ra T. Papadopoulou, in qualità di agente,
– Per la Commissione europea, da MM. G. W. Wils e Bogensberger, in qualità di agenti,
l’avvocato generale, dà la seguente

1 -La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli articoli 21 e 34 del regolamento (CE) N. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti (Visa Code) ( GU L 243, pag. 1).
2- Tale domanda è stata presentata nell’ambito di un procedimento penale contro il signor Vo, condannato come traghettatore, per l’introduzione, in Germania, i cittadini di paesi terzi titolari di visti ottenuto in modo fraudolento.


Il quadro giuridico
L’Unione legge
Il codice dei visti


3 – Il terzo ‘considerando’ del codice dei visti così recita:
“Per quanto riguarda la politica dei visti, la costituzione di un” corpus normativo comune “, tra cui il consolidamento e lo sviluppo dell ‘acquis [pertinenti disposizioni della convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen 14 giugno 1985 e l’istruzione consolare comune], è una componente essenziale della ‘il proseguimento della politica comune dei visti, che sarà parte di un sistema multistrato inteso a facilitare i viaggi legittimamente ea lottare contro l’immigrazione clandestina attraverso una maggiore armonizzazione della legislazione nazionale e le procedure di rilascio dei visti presso le rappresentanze consolari missioni ‘, come definito nel Programma dell’Aia: rafforzamento della libertà, sicurezza e giustizia nell’Unione europea “.


4 – Ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del Codice dei visti, stabilisce le procedure e le condizioni per il rilascio dei visti per il transito o di soggiorno nel territorio degli Stati membri, per un massimo di tre mesi un periodo di sei mesi, e al paragrafo 2 del presente articolo afferma che i cittadini di paesi terzi devono essere in possesso del visto all’atto dell’attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri.


5 – L’art 2 del codice dei visti prevede quanto segue:
“Ai fini del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni si applicano:
1) ‘cittadino di paese terzo’ si intende qualsiasi persona che non sia cittadino dell’Unione ai sensi dell’articolo 17, paragrafo 1 del trattato;
2) ‘visto’, l’autorizzazione rilasciata da uno Stato membro per:
a) soggiorno di transito o previste nel territorio degli Stati membri, per un periodo complessivo non superiore a tre mesi nel corso di un periodo di sei mesi dalla data del primo ingresso nel territorio degli Stati membri […]
[…] “


6 – Ai sensi dell’art 14, comma 1, del Codice dei visti:
“1. Nella domanda di visto uniforme, il richiedente deve presentare i seguenti documenti:
a) documenti che indichino la finalità del viaggio;
[…]
d) le informazioni necessarie per valutare la loro volontà di lasciare il territorio degli Stati membri prima della scadenza del visto. “


7 – L’art 21 del codice dei visti prevede quanto segue:
“1. Nell’esaminare una domanda di visto uniforme, la conformità del richiedente con le condizioni d’ingresso previste dall’articolo 5, comma 1 a), c), d) ed e) della [Regolamento (CE) N. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 marzo 2006, che istituisce un codice comunitario relativo al regime di circolazione delle persone attraverso le frontiere (codice frontiere Schengen) (GU L 105, pag.1). ] è vero, e particolare attenzione è rivolta alla valutazione del rischio di immigrazione clandestina o di rischio per la sicurezza che gli Stati membri presentino il richiedente e il suo desiderio di lasciare il territorio degli Stati membri prima della data di scadenza del visto.
“2. Per ogni applicazione, il VIS [sistema di informazione sui visti] è consultato a norma dell’articolo 8, paragrafo 2 e l’articolo 15 del regolamento [(CE) N. 767/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, concernente il sistema di informazione visti (VIS) e lo scambio di dati tra Stati membri sui visti per soggiorni di breve durata (regolamento VIS) (GU L 218, pag 60.) ]. Gli Stati membri provvedono affinché tutti i criteri di ricerca di cui all’articolo 15 del regolamento VIS sono pienamente utilizzate in modo da evitare falsi rifiuti e false identificazioni.
3. Nel determinare se il richiedente soddisfi le condizioni di ingresso, il consolato:
a) il documento di viaggio presentato non sia falso o contraffatto;
b) la giustificazione dello scopo e le condizioni del soggiorno previsto dal richiedente e se ha mezzi di sussistenza sufficienti, sia per la durata del soggiorno previsto e per il ritorno al loro paese di origine o di residenza o per il transito verso un paese terzo in cui sua ammissione è garantita, o è in grado di ottenere legalmente detti mezzi;
c) se il richiedente non è stato oggetto di una segnalazione nel Sistema d’informazione Schengen (SIS) ai fini della non ammissione;
d) il richiedente non è considerato una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza interna o la salute pubblica ai sensi dell’articolo 2, comma 19, del codice frontiere Schengen, o le relazioni internazionali uno degli Stati membri e, in particolare, non è stato per queste stesse ragioni, un allarme nelle banche dati nazionali degli Stati membri ai fini della non ammissione;
e) se del caso, il richiedente ha un’adeguata assicurazione medica e di viaggio valido.
4. Consolato controlli, se del caso, durata del soggiorno precedente e mira a garantire che la persona non ha superato la durata massima di soggiorno autorizzata nel territorio degli Stati membri, indipendentemente dei soggiorni possibili autorizzati da un cittadino per soggiorni di lunga visto o un permesso di soggiorno rilasciato da altro Stato membro.
5. Sostentamento apprezzamento per il soggiorno si basa sulla durata e lo scopo del soggiorno e con riferimento ai prezzi medi per gli Stati alloggio e di ristorazione nello Stato membro o degli Stati membri interessato, per un alloggiamento a prezzi moderati, moltiplicato per il numero di giorni di soggiorno, sulla base di importi di riferimento fissati dagli Stati membri ai sensi dell’articolo 34, comma 1, lettera c) del Codice frontiere Schengen. Prova di sostegno o la prova di alloggio può altresì costituire una prova che il richiedente dispone di sufficienti mezzi di sussistenza.
6. Nel considerare la richiesta per un visto di transito aeroportuale, il consolato, in particolare:
a) il documento di viaggio presentato non sia falso o contraffatto;
b) i punti di partenza e di arrivo dei cittadini di paesi terzi interessato e la coerenza del percorso e del transito aeroportuale;
c) la prova di proseguire il viaggio fino alla destinazione finale.
7. Esame di una domanda si concentra su l’autenticità e l’affidabilità dei documenti presentati e sulla veridicità e l’affidabilità delle dichiarazioni rese dal richiedente.
8. Durante l’esame di una richiesta, i consolati possono, se del caso, invitare il richiedente a un colloquio e ha chiesto di fornire ulteriori documenti.
9. Un precedente rifiuto del visto non una negazione a priori di una nuova applicazione. Una nuova applicazione è considerato sulla base di tutte le informazioni disponibili. “


8 -Ai sensi dell’art 34 del codice dei visti:
1. Il visto viene annullata se risulta che le condizioni per il rilascio del visto non sono state soddisfatte al momento del parto, soprattutto se ci sono fondati motivi di ritenere che il visto è stato ottenuto in modo fraudolento . Il visto è normalmente annullate dalle autorità competenti dello Stato membro emittente. Un visto può essere annullate dalle autorità competenti di un altro Stato membro, nel qual caso le autorità dello Stato membro di rilascio devono essere informati.

2. Un visto può essere revocato se risulta che le condizioni di rilascio non sono più soddisfatte. Un visto è in linea di principio essere revocato dalle autorità competenti dello Stato membro emittente. Un visto può essere revocato da parte delle autorità competenti di un altro Stato membro, nel qual caso le autorità dello Stato membro di rilascio devono essere informati.

3. Un visto può essere revocato su richiesta del suo proprietario. Le autorità competenti dello Stato membro di rilascio devono essere informate di tale revoca.

4. Fallimento del titolare del visto per produrre, alla frontiera, di uno o più dei documenti di cui all’articolo 14, paragrafo 3, non porta automaticamente a una decisione di annullare o revocare il visto.

5. Se un visto è annullato o revocato, un timbro ‘ANNULLATO’ o ‘REVOCATO’ apposto e l’elemento otticamente variabile della vignetta visto, la funzione di sicurezza ‘effetto di immagine latente’ e che ‘visto’ la parola è annullato cancellandoli.

6. La decisione di annullamento o di revoca e le ragioni sono comunicati al richiedente utilizzando il formulario di cui all’allegato VI.

7 titolari. Il cui visto è stato annullato o revocato può presentare ricorso contro questa decisione, a meno che il visto è stato revocato su richiesta del titolare, ai sensi del paragrafo 3. I ricorsi sono proposti contro lo Stato membro che ha adottato la decisione in merito all’annullamento o alla revoca conformemente alla legislazione nazionale di tale Stato membro. Gli Stati membri forniscono ai richiedenti le informazioni sulle misure correttive, come indicato nell’allegato VI.

8. Informazioni sui visti revocati o abrogata sono registrati nel VIS conformemente all’articolo 13 del regolamento VIS. “

9 Ai sensi dell’articolo 58, comma 5, del Codice dei visti, i paragrafi 6 e 7 dell’articolo 34 del presente regolamento sono applicabili dal mese di aprile 5, 2011. Tra aprile 5, 2010, quando il codice dei visti di entrata in vigore, e 5 aprile 2011, punto 2.4 della parte V dell’istruzione consolare comune ai rappresentanti diplomatici e consolari (GU 2005, C 326, p. 1) restituito in caso di rifiuto del visto, i rimedi previsti dal diritto nazionale della Parte contraente.
Decisione quadro 2002/946/GAI

10 Articolo 1, comma 1, della decisione quadro 2002/946/GAI del 28 novembre 2002 al rafforzamento del quadro penale per impedire l’ingresso non autorizzato, transito e del soggiorno irregolare (GU L 328, pag. 1) prevede che ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie affinché i reati di cui agli articoli 1 e 2 della direttiva 2002/90/CE del 28 novembre 2002 che definisce il accesso non autorizzato, del transito e del soggiorno illegali (GU L 328, pag. 17), sono oggetto di effettive, proporzionate e dissuasive possono dar luogo a estradizione.


11 Ai sensi dell’art 4, comma 1, sub a) della presente decisione quadro, ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie a stabilire la propria giurisdizione per i reati di cui all’articolo 1, comma 1, della decisione quadro e commesso in tutto o in parte sul suo territorio.


12 Articolo 7, comma 1, della decisione quadro prevede quanto segue:
“Se uno Stato membro è informato di un reato di cui all’articolo 1, comma 1, che è un reato ai sensi della legislazione di un altro Stato membro all’ingresso o al soggiorno degli stranieri, essa ne informa quest’ultima . “


Direttiva 2002/90
“13 Articolo 1, paragrafo 1 della direttiva 2002/90 dispone quanto segue:
“Ciascuno Stato membro adotta sanzioni appropriate:
a) contro chiunque consapevolmente assiste una persona non è cittadino di uno Stato membro ad entrare nel territorio di uno Stato membro o di transito attraverso il territorio di tale Stato, in violazione della legge di detto Stato relativa l’ingresso o il transito degli stranieri;
b) nei confronti di chi assiste consapevolmente, a scopo di lucro, un non-cittadino di uno Stato membro a soggiornare nel territorio di uno Stato membro in violazione della legge di detto Stato relativa al soggiorno degli stranieri. “


“14 Risulta dall’articolo 3 della direttiva che ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie per garantire che i reati di cui agli articoli 1 e 2 sono soggette a sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive.


Direttiva 2008/115/CE
“15 Articolo 3 della direttiva 2008/115/CE, il Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi in soggiorno irregolare (GU L . 348, pag 98), dispone quanto segue:
“Ai fini della presente direttiva, le seguenti definizioni:
[…]
2) ‘soggiorno irregolare’: la presenza sul territorio di uno Stato membro di un cittadino di un paese terzo che non soddisfi o non soddisfi più le condizioni di ingresso di cui all’articolo 5 del codice frontiere Schengen, o altre condizioni per l’ingresso, il soggiorno o di residenza in tale Stato membro;
[…] “


La normativa nazionale
“16 Articolo 4, paragrafo 1, punto 1 del Residence Act, il lavoro e l’integrazione degli stranieri nel territorio federale (Gesetz über den Aufenthalt, Die Integration von und die Erwerbstätigkeit Ausländern im Bundesgebiet, al di sotto dopo “Aufenthaltsgesetz ‘) recita:
“Per entrare e soggiornare nel territorio federale, gli stranieri hanno bisogno di un permesso di soggiorno, a meno che il diritto dell’Unione europea o una norma regolamentare disponga diversamente o meno un diritto di soggiorno fa seguito all’accordo del 12 settembre 1963 che istituisce un’Associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia (BGB1. 1964 II, p. 509) (Accordo di associazione CEE-Turchia). I permessi di soggiorno sotto forma
1) un visto […] “


“17 Sezione 95 del Aufenthaltsgesetz, prevede, per quanto riguarda le sanzioni:
“1. È punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa, se
[…]
2) che si trovano nel territorio federale, senza permesso di soggiorno ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, prima frase
a) se pesa su di lui l’obbligo esecutivo di lasciare il territorio,
b) se nessun momento della partenza è stato concesso o se il termine è scaduto
c) se il soggiorno e non la sua espulsione
3) tra il territorio federale, in violazione dell’articolo 14, paragrafo 1, punto 1 o punto 2
[…]
6. Nei casi di cui al paragrafo 1, punti 2 e 3, il fatto di agire sulla base di un permesso di soggiorno ottenuto in modo fraudolento con minacce, corruzione o di collusione o di rendere le informazioni inesatte o incomplete devono essere assimilati infatti, ad agire senza avere il permesso di soggiorno necessari. “


18 Sezione 96 del Aufenthaltsgesetz, dal titolo “Assistenza per l’immigrazione clandestina”, dispone quanto segue:
“1. È punito con la reclusione fino a cinque anni o una multa chiunque che inciti o assista un altro
1) per commettere un atto punibile ai sensi dell’articolo 95, paragrafo 1, punto 3, o al paragrafo 2, punto 1 a), e
a) ottiene un vantaggio o viene promesso un beneficio o
b) è ripetutamente oa beneficio di stranieri più o
2) per commettere un atto punibile ai sensi dell’articolo 95, paragrafo 1, punto 1 o punto 2, paragrafo 1 bis o del paragrafo 2 a, b), o 2 punti e disegna un vantaggio pecuniario o viene promesso un tale vantaggio.
Due. È punibile con la reclusione da sei mesi a dieci anni che, nei casi di cui al paragrafo 1,
1) è a scopo di lucro,
2) è all’interno di una band formata per continuare la commissione di tali atti,
[…]
4. Paragrafo 1, punto 1, a) e sezione 2, comma 2, paragrafi 1, 2 e 5, e comma 3 si applicano alla violazione delle disposizioni relative all’ingresso e al soggiorno dei stranieri nel territorio degli Stati membri dell’Unione europea o di uno Stato Schengen, se
1) Queste disposizioni corrispondono agli atti di cui all’articolo 95, paragrafo 1, punto 2 o 3, o del paragrafo 2 e 1
2) l’autore sostiene uno straniero che non ha la cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione europea o in un altro Stato parte dell’accordo sullo Spazio economico europeo.
[…] “


19 Articolo 97, paragrafo 2, del Aufenthaltsgesetz, “Assistenza alla immigrazione clandestina con conseguente morte; Aiuto con l’immigrazione clandestina e impegnata a scopo di lucro da parte di bande organizzate”, dispone quanto segue:
“È punibile con la reclusione di un anno a dieci anni che, nei casi di cui all’articolo 96, comma 1, eventualmente in combinato disposto con l’articolo 96, paragrafo 4, è a scopo di lucro all’interno di una band formata per continuare la commissione di tali atti. “


La causa principale e questione pregiudiziale
20 M. Vo, nazionale vietnamita, è stato incriminato in Germania nell’ambito di un procedimento penale per reati in materia di assistenza all’immigrazione clandestina. Questi procedimenti hanno portato alla sua condanna da parte del Landgericht di Berlino per quattro reati di assistenza all’immigrazione clandestina impegnati per la banda di profitto e organizzata, quattro anni e tre mesi di reclusione tutti i concorrenti.

21 L’imputato era un membro della gang vietnamiti che hanno aiutato i cittadini vietnamiti di entrare illegalmente in Germania.

22 Una di queste bande modus operandi era quello di convincere l’ambasciata ungherese in Vietnam che i cittadini vietnamiti erano in gruppi di composti gite turistiche da 20 a 30 persone, mentre l’obiettivo era quello di far loro conoscere il territorio dell’Unione contro il pagamento di 11 000 a 15 000 USD. Per mantenere le apparenze, viaggio ha avuto luogo secondo il calendario previsto turismo durante i primi giorni, poi sono stati interessati, secondo il piano stabilito in precedenza, trasportati in diversi paesi di destinazione, soprattutto in Germania.

23 L’altra band ha approfittato del fatto che il Regno di Svezia per consentire ai cittadini vietnamiti di rimanere nello spazio Schengen per alcuni mesi se fossero dotate di visti di lavoro concessi a raccolta delle bacche. Quando la domanda di visto, è stato dato l’impressione alle autorità competenti che i ricorrenti volevano lavorare. Infatti, una volta ottenuto il visto di lavoro al momento dell’arrivo in Svezia, questi cittadini vietnamiti trascorso in Germania. Mr. Vo è stato accusato di aver contribuito a questi fatti, dopo aver ricevuto in cambio dei suoi servizi, una somma tra 500 e 2000 euro per procedura.

24 Alcuni di questi cittadini vietnamiti sono stati trovati in Germania, durante il tentativo di spostare lì e lavorano lì.

25 Il Landgericht di Berlino ha dichiarato che l’imputato era colpevole in quattro occasioni il reato di assistenza all’immigrazione clandestina commesso a scopo di lucro e banda organizzata, ai sensi dell’articolo 97, comma 2, del Aufenthaltsgesetz, in combinato disposto con gli articoli 96, comma 1, punto 1 a) e b), 95, comma 1, punto 3, 96, comma 1, punto 2, e 95, comma 1, punto 2, della legge
26 Secondo tale giudice per il reato è costituito, gli infiltrati devono essere inseriti nel territorio o che hanno soggiornato in modo irregolare. Il fatto che queste persone avevano formalmente il visto non sarebbe un ostacolo per l’imposizione di sanzioni contro il traghettatore, nella misura in cui in modo fraudolento l’ottenimento di un permesso di soggiorno a seguito di false dichiarazioni sarebbe quello di agire senza il necessario permesso di soggiorno.

27 La convenuta appello ‘revisione’ alla cassazione contro la condanna da parte del Landgericht di Berlino, presunte violazioni del diritto sostanziale, senza fornire ulteriori dettagli.

28 Il giudice del rinvio ritiene che le condizioni di cui all’articolo 95, paragrafo 6 della Aufenthaltsgesetz sono soddisfatte perché la gente stava aiutando ad emigrare deliberatamente mentito agli ufficiali delle ambasciate dell’Ungheria e di Svezia affermando che volevano entrare nello spazio Schengen per il turismo o di lavoro temporaneo, mentre in realtà avevano previsto fin dall’inizio, trasferirsi in Germania, che avrebbe impedito il rilascio del visti, che sono stati rilasciati solo perché i funzionari sono stati indotti in errore.

29 In tali circostanze, il Bundesgerichtshof ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre questioni alla Corte la seguente questione:
“Le disposizioni per il rilascio e la cancellazione di un visto uniforme di cui agli articoli 21 e 34 del regolamento [N. 810/2009] devono essere interpretati nel senso che quella di disposizioni nazionali per contribuire a rendere l’immigrazione clandestina punito dalla legge nei casi in cui gli individui coinvolti sicuramente hanno visto, ma ha ottenuto in modo fraudolento, ingannando le autorità competenti di un altro Stato membro il vero scopo del loro viaggio? “


Sulla procedura di emergenza

30 Il Bundesgerichtshof ha chiesto che il riferimento attuale è soggetta alla procedura d’urgenza prevista dall’articolo 104 ter del regolamento di procedura della Corte.

31 La Corte ha basato la sua richiesta sulla base del fatto che il signor Vo è stato condannato a una pena detentiva di quattro anni e tre mesi per l’assistenza all’immigrazione clandestina a scopo di lucro impegnata e banda organizzata, è in stato di detenzione continua dal 1 ° gennaio 2011, e che se la Corte dovesse rispondere affermativamente alla domanda, il signor Vo non poteva più essere soggetto a procedimento penale e la detenzione sarebbe infondata.

32 Su proposta del giudice-avvocato generale, la Seconda Sezione della Corte ha deciso di accogliere la richiesta del tribunale di presentare la domanda di pronuncia pregiudiziale alla procedura d’urgenza.


Sulla questione pregiudiziale

33 Con la sua questione il giudice del rinvio chiede in sostanza se gli artt 21 e 34 del Codice dei visti dovrebbe essere interpretato nel senso che le norme nazionali che compongono l’assistenza di immigrazione soggetti illegale sanzioni penali nei casi in cui gli infiltrati, i cittadini di paesi terzi hanno visto hanno ottenuto in modo fraudolento, ingannando le autorità competenti dello Stato membro che rilascia il vero scopo del loro viaggio, senza questo visto è stato rifiutato in precedenza.

34 In via preliminare, occorre rilevare che l’adozione da parte del codice dei visti, misure relative all’attraversamento delle frontiere esterne e le procedure e le condizioni per il rilascio dei visti da parte degli Stati membri, fa parte del obiettivo di istituire progressivamente uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, ai sensi dell’articolo 67 del TFUE.

35 Lo scopo del Codice dei visti, secondo il terzo ‘considerando’, sta creando un sistema multistrato inteso a facilitare i viaggi legittimamente e lottare contro l’immigrazione clandestina, una maggiore armonizzazione della legislazione nazionale e procedure per il rilascio dei visti in rappresentanze consolari locali.

36 L’armonizzazione perseguita dal presente Codice si trovano a visti di breve durata, con l’acquis di Schengen.

37 Articolo 21, comma 1, del Codice dei visti prevede che, come parte del corrispettivo da parte del consolato, di un visto uniforme, la conformità del richiedente con le condizioni di ingresso di cui Articolo 5, paragrafo 1, lettere a, c, d ed e, il codice frontiere Schengen viene rivisto e particolare attenzione è rivolta alla valutazione del rischio di immigrazione clandestina o di rischio per la sicurezza che gli Stati membri avrebbero la richiedente e il suo desiderio di lasciare il territorio degli Stati membri prima della data di scadenza del visto.

38 Ai sensi dell’art 34, comma 1, del Codice dei visti, se vi sono fondati motivi per ritenere che il visto è stato ottenuto in modo fraudolento, viene annullata. La cancellazione è in linea di massima effettuata dalle autorità competenti dello Stato membro di rilascio, ma può essere anche da parte delle autorità competenti di un altro Stato membro, nel qual caso le autorità dello Stato membro emittente sono stati avvisati.

39 Il fatto che le autorità competenti di uno Stato membro diverso dallo Stato membro emittente può decidere di annullare il visto è destinato ad affrontare situazioni in cui, quando il viaggio è iniziato, il visto si rivela essere non valida o inefficaci a causa della sua emissione fraudolenta o per il fatto che le condizioni di rilascio non sono state soddisfatte.

40 Tuttavia, se la disdetta è in linea di principio, per quanto riguarda le autorità dello Stato membro emittente, è facoltativo per le autorità di un altro Stato membro, come indicato con l’uso del verbo “potere” dal legislatore dell’Unione.

41 Questa osservazione ha portato a verificare se le disposizioni nazionali che gli aiuti di immigrazione clandestina punibile con sanzioni penali possono essere considerati come elementi costitutivi del reato, l’ingresso e il soggiorno delle persone infiltrate senza rilascio di visti a loro sono stati precedentemente cancellati.

42 Il codice dei visti disciplina le condizioni di emissione, l’annullamento o la revoca dei visti, ma non contiene norme che prevedano sanzioni penali per le violazioni di tali condizioni. Tuttavia, il modulo di domanda di visto di cui all’allegato 1 del Codice dei visti contiene una sezione in cui il richiedente è consapevole che dichiarazioni false comporteranno la cancellazione anche del visto e può portare a procedimenti giudiziari.

43 Inoltre, l’articolo 1, comma 1, e 4, comma 1, sub a, della decisione quadro 2002/946/GAI e all’articolo 1, comma 1, e 3 della direttiva 2002/90 obbligano ciascuno Stato membro ad adottare le misure necessarie per garantire che i reati siano oggetto di effettive, proporzionate e dissuasive e di stabilire la propria competenza quanto riguarda i reati commessi in tutto o in parte sul suo territorio.

44 Risulta da quanto precede che non solo il diritto comunitario non osta a che uno Stato membro a introdurre un procedimento penale nei confronti di qualsiasi persona che consapevolmente aiutato un cittadino di un paese terzo ad entrare nel territorio di tale Stato membro in violazione delle disposizioni, ma si impone un determinato stato membro interessato di avviare tali procedimenti.

 

45 Stati membri, così, di fronte a due obblighi. Il primo è di agire non ostacolare la circolazione dei titolari di visti, senza la cancellazione di questi ha avuto luogo in debita forma. Il secondo è quello di pianificare e attuare sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive contro coloro che commettono reati contemplati dalla decisione quadro 2002/946/GAI e la direttiva 2002/90, compresi i contrabbandieri.

46 Tali obblighi devono essere continuata, conferendo con le disposizioni del diritto dell’Unione essi siano pienamente efficaci (v., in tal senso, sentenza 9 marzo 1978, Simmenthal, 106/77, Rec. P. 629, punto 24, e come del 22 giugno 2010, e Melki Abdeli, C-188/10 e C-189/10, Rec. p. I-5667, punto 43). Se necessario, i giudici nazionali sono obbligati a cercare soluzioni ai concordanza pratica per quanto riguarda l’applicazione di norme che potrebbero pregiudicare l’efficacia e la coerenza della normativa comunitaria.

47, procedura penale, per sua stessa natura, può comportare la segretezza delle indagini e l’urgenza degli atti, non può sempre aderire ad una richiesta di cancellazione prima dei visti da parte delle autorità.

48 Dato quanto precede, la risposta alla domanda che gli articoli 21 e 34 del regolamento N. 810/2009 deve essere interpretato nel senso che non osta a disposizioni nazionali che compongono aiuti per l’immigrazione clandestina punito dalla legge nei casi in cui gli infiltrati, i cittadini di paesi terzi hanno visto hanno ottenuto in modo fraudolento, ingannando le autorità competenti dello Stato membro che rilascia il il vero scopo del loro viaggio senza visto è stato annullato in precedenza.

Quanto riguarda i costi

49 il presente procedimento, le parti del protagonista di un incidente sollevato dinanzi al giudice, spetta ad essa di statuire sulle spese. Le spese sostenute per presentare osservazioni alla Corte, diverse da quelle parti, potrebbe non essere recuperabile.
Per questi motivi, la Corte (Seconda Sezione) dichiara:
Sezioni 21 e 34 del regolamento (CE) N. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti (Visa Code), deve essere interpretato nel senso che essi s ‘non osta a disposizioni nazionali per contribuire a rendere l’immigrazione clandestina punito dalla legge nei casi in cui gli infiltrati, i cittadini di paesi terzi hanno visto hanno ottenuto in modo fraudolento, ingannevole Le autorità competenti dello Stato membro che rilascia il vero scopo del loro viaggio senza visto è stato annullato in precedenza.

Firme

Sentenza in lingua francese

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=121501&pageIndex=0&doclang=FR&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=613624

Be the first to comment on "Sentenza n. C-83/12 del 10 aprile 2012 Corte di Giustizia UE"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*