Sentenza n. 6624 del 19 luglio 2012 Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

Respinta la pratica di emersione/legalizzazione – condanna per il reato di commercio di prodotti con segni falsi – riabilitazione con ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Roma

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda Quater)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 7209 del 2010, proposto da: *****, rappresentato e difeso dall’avv. Laura Barberio, con domicilio eletto presso Laura Barberio in Roma, via Torino, 7;

contro

Ministero dell’Interno, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12; Questura di Roma, U.T.G. – Prefettura di Roma;

per l’annullamento

– del provvedimento in data 27 maggio 2010, con cui la questura di roma ha respinto la pratica di emersione/legalizzazione inerente al sig. *****;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Interno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 31 maggio 2012 il dott. Alessandro Tomassetti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

Il ricorrente impugna il decreto del Questore di Roma notificato in data 27 maggio 2010 con cui si comunica il rifiuto della istanza di emersione in quanto condannato per il reato di commercio di prodotti con segni falsi, deducendo difetto di motivazione e di presupposto.

Il ricorso è meritevole di accoglimento.

Invero il Collegio non può non tener conto della circostanza che per la condanna indicata dalla Questura di Roma quale unico elemento ostativo alla istanza di emersione è intervenuta riabilitazione con ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Roma in data 11 aprile 2012 la quale, ai sensi dell’art. 179 c.p. “estingue le pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna”, tra i quali va ricompreso anche il predetto effetto ostativo.

Sotto tale profilo, va altresì considerato il disposto di cui all’art. 5, comma 5, D.Lgs. n. 286/1998 che impone alla Autorità amministrativa la valutazione delle circostanze sopravvenute laddove le stesse consentano una determinazione positiva sull’istanza dell’interessato (art. 5, comma 5, D.Lgs. n. 286/1998 “il permesso di soggiorno o il suo rinnovo sono rifiutati e, se il permesso di soggiorno è stato rilasciato, esso è revocato, quando mancano o vengono a mancare i requisiti richiesti per l’ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 22, comma 9, e sempre che non siano sopraggiunti nuovi elementi che ne consentano il rilascio e che non si tratti di irregolarità amministrative sanabili”).

Deve allora trovare applicazione il principio secondo cui la condanna penale alla quale sia sopraggiunta la dichiarazione di riabilitazione perde quella valenza ostativa tale da giustificare il rifiuto del permesso di soggiorno, dovendo a tal punto occorrere, sulla base della predetta riabilitazione quale lemento nuovo ex citato art. 5, un’analisi della concreta pericolosità dell’interessato, da svolgersi anche alla luce del suo effettivo inserimento nel contesto sociale e lavorativo del Paese e della durata della sua permanenza nello stesso.

La sopravvenuta riabilitazione comporta in definitiva che il ricorso sia accolto, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato ed obbligo dell’Amministrazione di rideterminarsi sulla domanda dell’interessato volta al rilascio del titolo abilitativo senza poter più tener conto della ripetuta risalente condanna.

Sussistono i motivi per disporre la compensazione delle spese di giudizio.

P.Q.M.

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 31 maggio 2012

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 19/07/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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