Sentenza n. 5957 del 24 novembre 2012 Consiglio di Stato

Diniego rilascio del permesso di soggiorno – regolarizzazione/emersione – condanne penali

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 7947 del 2012, proposto da: *****, rappresentato e difeso dagli avv. Pier Francesco Angelini, Anna Lisi, con domicilio eletto presso Segreteria Sezionale Cds in Roma, piazza Capo di Ferro, 13;

contro

Questura di Firenze, Ministero dell’Interno, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Generale Dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;

per la riforma

della sentenza breve del T.A.R. TOSCANA – FIRENZE: SEZIONE II n. 01178/2012, resa tra le parti, concernente diniego rilascio del permesso di soggiorno

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Questura di Firenze e di Ministero dell’Interno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 23 novembre 2012 il Cons. Pier Giorgio Lignani e udito l’avvocato dello Stato Spina;

Dato avviso alle parti presenti che la causa può essere definita con sentenza immediata;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

1. L’appellante, già ricorrente in primo grado, cittadino marocchino irregolarmente presente in Italia, è stato interessato da un procedimento di regolarizzazione (o emersione) promosso dal suo datore di lavoro in virtù dei benefici di cui all’art. 1-ter del decreto legge n. 78/2009.

Il procedimento ha avuto inizio regolare, ma si è arrestato in quanto si era appurato che lo straniero aveva riportato condanne penali per il reato di cui all’art. 337 c.p.; peraltro, il citato art. 1-ter esclude dalla regolarizzazione gli stranieri che abbiano a proprio carico condanne per reati previsti dagli artt. 380 e 381 c.p.p..

2. L’interessato ha fatto ricorso al T.A.R. Toscana, ma questo ha respinto il ricorso osservando che il reato di cui all’art. 337 c.p. rientra nella previsione dell’art. 381 c.p.p. (arresto obbligatorio in flagranza) e pertanto il rigetto della domanda di emersione era dovuto e vincolato.

L’interessato ha proposto appello a questo Consiglio.

3. In occasione della trattazione della domanda cautelare in camera di consiglio, il Collegio ravvisa i presupposti per la definizione immediata della controversia.

4. La sentenza appellata sembrerebbe esente da vizi, ma sta di fatto che ad essa è sopravvenuta la sentenza della Corte Costituzionale n. 172 del 6 luglio 2012.

Con detta sentenza la Corte ha dichiarato la parziale incostituzionalità dell’art. 1-ter del decreto legge n. 78/2009 convertito in legge n. 102/2009, limitatamente alla parte in cui configura come tassativamente ostativi i precedenti penali per reati compresi nell’art. 381 c.p.p.. Per effetto della sentenza della Corte, le pregresse condanne per quel genere di reati possono essere prese, bensì, a motivo del diniego di sanatoria, ma solo nel contesto di una valutazione discrezionale riferita alla gravità del fatto, alla pericolosità del soggetto, etc.

5. In applicazione della sentenza della Corte Costituzionale, dunque, l’appello va accolto e in riforma della sentenza di primo grado va annullato il provvedimento impugnato, salvi gli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione, nella misura in cui sono consentiti dalla disciplina ora vigente per effetto della pronuncia della Corte.

Il fatto che si applichi lo ius superveniens giustifica la compensazione delle spese per l’intero giudizio.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) accoglie il ricorso e in riforma della sentenza appellata accoglie il ricorso di primo grado, nei sensi e nei limiti di cui in motivazione.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 23 novembre 2012

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 24/11/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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