Sentenza n. 5325 del 5 ottobre 2012 Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

Respinta la richiesta di visto per ricongiungimento familiare

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Quater)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 7241 del 2012, proposto da ***** e ***** domiciliati ex lege in Roma, presso la Segreteria del TAR e rappresentati e difesi nel presente giudizio dall’avv. Antonio Ammendola del foro di Napoli

contro

– MINISTERO DEGLI ESTERI, in persona del ministro p.t., domiciliato in Roma, via dei Portoghesi n. 12 presso la Sede dell’Avvocatura Generale dello Stato che ex lege lo rappresenta e difende nel presente giudizio;
– MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro p.t., domiciliato in Roma, via dei Portoghesi n. 12 presso la Sede dell’Avvocatura Generale dello Stato che ex lege lo rappresenta e difende nel presente giudizio;

per l’annullamento

del provvedimento prot. n. 283 del 16/05/2012 con cui l’Ambasciata d’Italia a Dakar ha respinto la richiesta di visto per ricongiungimento familiare presentata da *****;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero dell’Interno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella Camera di Consiglio del giorno 4 ottobre 2012 il dott. Michelangelo Francavilla;

Espletate le formalità previste dall’art. 60 cod. proc. amm.;

Ritenuto di potere definire il giudizio con sentenza in forma semplificata;

Considerato, in fatto, che i ricorrenti impugnano il provvedimento prot. n. 283 del 16/05/2012 con cui l’Ambasciata d’Italia a Dakar ha respinto la richiesta di visto per ricongiungimento familiare presentata da *****;

Considerato, in diritto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo;

Considerato, in particolare, che secondo l’art. 30 comma 6 d. lgs. n. 286/98, “contro il diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari, nonche’ contro gli altri provvedimenti dell’autorita’ amministrativa in materia di diritto all’unita’ familiare, l’interessato puo’ proporre opposizione all’autorita’ giudiziaria ordinaria. L’opposizione e’ disciplinata dall’articolo 20 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150”;

Considerato, pertanto, che, in virtù della disposizione citata, la presente controversia, avente ad oggetto l’impugnazione del diniego di visto per ricongiungimento familiare richiesto dal ricorrente, è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario;

Ritenuta, per altro, inapplicabile alla fattispecie la disposizione di cui all’art. 22 d. lgs. n. 30/07, invocata nel ricorso, in quanto la giurisdizione del giudice amministrativo, ivi menzionata, riguarda i soli casi di “allontamanento” dello straniero, come ivi testualmente previsto, e non anche il diniego di visto d’ingresso;

Ritenuto, pertanto, di dovere dichiarare l’inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo;

Considerato, poi, che, ai sensi dell’art. 11 commi 1° e 2° d. lgs. n. 104/10, deve essere dichiarato che, in ordine alla presente controversia, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario davanti al quale la causa dovrà essere riproposta nel termine previsto dalla disposizione in esame;

Considerato, infine, che, la peculiarità della vicenda oggetto di causa giustifica la compensazione delle spese processuali sostenute dalle parti;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Quater) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto:

1) dichiara l’inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo;

2) dichiara che la giurisdizione in ordine alla presente controversia spetta al giudice ordinario davanti al quale la causa dovrà essere riproposta secondo le modalità previste dall’art. 11 d. lgs. n. 104/2010;

3) dispone la compensazione delle spese processuali sostenute dalle parti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del giorno 4 ottobre 2012

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 05/10/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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