Sentenza n. 4528 del 21 maggio 2012 Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

Inammissibilità della richiesta del visto di ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Quater)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 5329 del 2010, proposto da: *****, rappresentato e difeso dagli avv. Biagio Lauri, Carmine Lauri, con domicilio eletto presso Alessandro Ferrara in Roma, via P. Leonardi Cattolica, 3;

contro

Ministero degli Affari Esteri, Ministero dell’Interno, Ambasciata D’Italia in Bangladesh, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Gen.Le Dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12; Ambasciata in Dhaka;

per l’annullamento

Del provvedimento prot. V615 in data 18 marzo 2010 con il quale l’Ambasciata d’Italia a Dhaka ha dichiarato l’inammissibilità della richiesta del ricorrente del visto di ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato ex art. 22 del TU n. 286/1998, nonché di ogni altro atto, connesso, presupposto e consequenziale;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero degli Affari Esteri e di Ministero dell’Interno e di Ambasciata D’Italia in Bangladesh;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 3 maggio 2012 il dott. Marco Bignami e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

Il ricorrente ha impugnato la dichiarazione di inammissibilità della domanda di visto di ingresso in Italia per lavoro subordinato oppostagli dall’Ambasciata italiana in Bangladesch in data 18 marzo 2010, chiedendone l’annullamento.

L’atto impugnato è motivato con riferimento alla contraffazione del passaporto del ricorrente, n. ***.

Il ricorso contesta la veridicità di simile asserzione, e denuncia difetto di motivazione, e violazione delle garanzie partecipative costituite dalla comunicazione di avvio del procedimento e dal preavviso di rigetto.

Questo Tribunale, all’esito della fase cautelare, ha sospeso l’atto impugnato, al solo fine del riesame da parte dell’amministrazione.

Quest’ultima, in data 2 agosto 2010, ha nuovamente dichiarato la richiesta di visto inammissibile, in quanto basata su di un passaporto contraffatto: è stato altresì precisato che la contraffazione è stata evidenziata per mezzo dell’apparecchio Waldmann, e consiste nell’alterazione del nome.

L’atto da ultimo assunto, benché notificato al ricorrente, non è stato impugnato e si è perciò consolidato.

Ne consegue che l’odierno ricorso è divenuto improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, atteso che in ogni caso il visto di ingresso non potrà essere conseguito sulla base della originaria domanda.

Le spese, in ragione delle peculiarità in fatto della controversia , restano compensate.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Quater) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, così provvede:

Dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

Compensa le spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 3 maggio 2012

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 21/05/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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