Sentenza n. 3280 del 31 maggio 2012 Consiglio di Stato

Diniego permesso di soggiorno CE (soggiornanti di lungo periodo) per motivi di lavoro subordinato

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 6280 del 2010, proposto da: *****, rappresentata e difesa dall’avv. Arturo Salerni, con domicilio eletto presso Arturo Salerni in Roma, viale Carso, 23;

contro

Ministero dell’Interno, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12;

per la riforma

della sentenza breve del T.A.R. PIEMONTE – TORINO: SEZIONE II n. 00340/2010, resa tra le parti, concernente diniego permesso di soggiorno;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Interno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 9 marzo 2012 il Cons. Alessandro Palanza e uditi per le parti l’avvocato Damizia su delega di Salerni e l’avvocato dello Stato Urbani Neri;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

1. – La signora ***** impugna la sentenza n. 340/2010 del TAR di Torino che ha respinto il suo ricorso per l’annullamento del decreto prot. n. 621/2009, adottato il 02.07.2009 e notificato il 25.08.2009, con cui la Questura di Torino rigettava l’istanza avanzata dalla ricorrente il 03.04.2007 a fini di rilascio del permesso di soggiorno CE (soggiornanti di lungo periodo) per motivi di lavoro subordinato. Il diniego era motivato con la considerazione che la richiedente non aveva documentato la disponibilità di un reddito attuale e futuro per il proprio sostentamento, derivante da fonte lecita.

2. – L’appellante contesta la sentenza in quanto il TAR ha omesso di considerare che al momento della presentazione della istanza la signora Solonina aveva già maturato una anzianità di regolare soggiorno ultra quinquennale e redditi certi fino a tutto il 2006. Inoltre, il TAR non ha considerato che il provvedimento questorile impugnato non si limita al diniego di rilascio della carta di soggiorno CE, ma nega ogni altro diritto maturato dall’interessata. Il TAR ha, inoltre, avallato una interpretazione abnorme per la quale lo straniero che non abbia i requisiti per acquisire la Carta di soggiorno CE dovrebbe automaticamente perdere anche il diritto a rinnovare il permesso di soggiorno ordinario.

3. – L’Amministrazione appellata si è costituita in appello.

4. – La causa è andata in decisione all’udienza pubblica del 9 marzo 2012.

5. – Il Collegio giudica l’appello non fondato e conferma la sentenza del TAR con motivazione in parte diversa.

5.1 – Il provvedimento impugnato è legittimo con riferimento ai presupposti di fatto e alla sua motivazione, che appare congrua e pertinente rispetto alla situazione di fatto valutata al momento della presentazione dell’istanza e al suo oggetto specifico relativo al rigetto dell’istanza relativa al permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

5.2. – Il provvedimento non appare censurabile neppure per non aver contestualmente valutato la eventuale concessione di un permesso di soggiorno ad altro titolo come sostenuto nel ricorso in primo grado e nell’appello, con riferimento alla applicazione del dell’articolo 9, comma 9, del D.Lgs n. 286/1998, come modificato dal D.lgs. n. 3/2007 in attuazione della direttiva n.2003/109/CE. In realtà, la norma che prevede la contestuale valutazione per la concessione all’istante di altro permesso di soggiorno si riferisce al diverso contesto della revoca di un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, già in essere. Nel caso in esame, che concerne un diniego di una istanza, non risulta che questa ipotesi sia stata valutata nell’ambito del provvedimento impugnato, anche se questa possibilità viene esaminata in senso contrario alla concessione nei documenti della Prefettura prodotti dall’Avvocatura nello Stato del presente giudizio. Al riguardo si deve, invece, ritenere che il provvedimento non l’abbia presa in considerazione, perché altrimenti avrebbe dovuto esplicitarla e motivare in modo specifico la distinta e diversa decisione volta ad escludere tale possibilità. Pertanto, sulla base dell’interpretazione che, ad avviso di questo Collegio, è l’unica per la quale si conferma la legittimità del provvedimento adottato, resta fermo che lo stesso provvedimento non esclude la possibilità per l’istante di presentare una diversa istanza volta ad ottenere un permesso di soggiorno ad altro titolo anche in relazione alle circostanze eventualmente sopravvenute ai sensi dell’art. 5, comma 5, del D.Lgs. n. 286 già citato.

6. – L’appello è pertanto respinto nei termini di cui in motivazione.

7. – Data la natura della controversia, si ravvisano giusti motivi per compensare le spese per questo grado del giudizio.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo *****.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 9 marzo 2012

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 31/05/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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