Ordinanza n. 15130 del 10 settembre 2012 Corte di Cassazione

Impugnazione decreto di espulsione

 

 

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE


Rilevato che

1. Il giudice di pace di Roma ha dichiarato inammissibile il ricorso della sig.ra ***** avverso il decreto di espulsione del Prefetto di Roma dell’ 8 febbraio 2010 rilevando che la ricorrente aveva allegato al ricorso una copia scarsamente leggibile del decreto di espulsione e rilevando in ogni caso nel merito che il ricorso era infondato non essendo la convivenza con un cittadino italiano, anche se more uxorio rilevante ai sensi dell’articolo 19 del decreto legislativo n. 286/1998 ed essendo il precedente permesso di soggiorno scaduto per espressa deduzione di parte;

2. avverso il provvedimento del giudice di pace ricorre per cassazione la ***** deducendo il difetto di motivazione della decisione in ordine alla inammissibilità del ricorso per scarsa leggibilità della copia del decreto allegato al ricorso e rilevando la violazione dell’art. 738 del codice di procedura civile che avrebbe dovuto indurre il giudice di pace a disporre la regolarizzazione della produzione documentale o a non tenere conto del documento;

3. Si difende con controricorso il Ministero dell’Interno unitamente alla Prefettura di Roma eccependo la inammissibilità del ricorso perché inteso a riesaminare il merito della controversia e comunque la sua infondatezza

Ritenuto che

4. il ricorso va respinto in quanto l’affermazione circa la scarsa leggibilità della copia del decreto di espulsione si ripercuote sulla comprensibilità del ricorso e dei fatti di causa in esso rappresentati sicché il provvedimento censurato è immune da vizi motivazionali e non si pone in contrasto con la norma del codice di rito invocata dalla ricorrente che prevede la possibilità per il giudice di assumere informazioni;

5. Il provvedimento impugnato come si è detto motiva altresì – con argomentazioni che hanno un carattere logicamente pregiudiziale rispetto a quelle sulla comprensibilità del decreto allegato in copia al ricorso – sulla infondatezza del ricorso. Rileva il giudice di pace che il ricorso à in ogni caso infondato perché si basa sulla richiesta di valutare, ai fini della invocata dichiarazione di illegittimità del decreto di espulsione, una circostanza ritenuta irrilevante dal giudice di merito alla luce della giurisprudenza costituzionale e di legittimità. Inoltre rileva il giudice di pace che è pacifica l’avvenuta scadenza del permesso soggiorno;

6. La ricorrente non ha impugnato questa parte del provvedimento che ha comportato una ratio decidendi aggiuntiva del provvedimento emesso dal giudice di pace;

7. Conseguentemente il ricorso va respinto con condanna della ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali del giudizio di cassazione che liquida in euro 650 oltre spose prenotate a debito.

DEPOSITATA IN CANCELLERIA
il 10 settembre 2012

Be the first to comment on "Ordinanza n. 15130 del 10 settembre 2012 Corte di Cassazione"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*