Circolare n. 4369 del 15 giugno 2012 Ministero dell’Interno

Ministero dell’Interno
Commissione Nazionale per il Diritto d’Asilo

OGGETTO: Situazioni in Mali

Di seguito alle circolari n. 3615/CN del 2 aprile 2012 e n. 3756/CN del 23 aprile 2012, concernente l’oggetto, ed in relazione ai quesiti che continuano a pervenire da parte di alcuni Presidenti di Commissioni Territoriali in merito al comportamento da tenere nei confronti dei richiedenti protezione internazionale provenienti dal mali, si comunica che lo scrivente ha sottoposto la problematica in argomento alla Commissione Nazionale nella seduta del 13 giugno 2012.
Nella circostanza, la CN, ha preso atto della relazione, che si un isce in copia, predisposta dal competente Ufficio Affari Internazionali e Comunitari, sulla situazione di grave crisi umanitaria in cui versa il mali. La commissione al riguardo ha ritenuto che la situazione conflittuale sia tuttora in evoluzione e che, nonostante nella citata relazione si parli del Nord del Paese, risulta difficile, in mancanza di notizia ed elementi più dettagliati, delimitare ben difinite aree a rischio, anche perchè le rimanenti aree del paese potrebbero essere, da un momento all’altro, coinvolte nella stessa situazione conflittuale che, attualmente, riguarderebbe il territoprio settentrionale del Mali.

La C.N. ha, pertanto, suggerito che ai soggetti provenienti dal Mali debba essere riconosciuta, in linea di principio, la protezione sussidiaria.
Sempre in relazione alla situiazione del malui, questa C.N. è stata interpellata – sulla scorta di una recente pronuncia di un Giudice di merito – sulla possibilità di accogleire le relative domande senza procedere all’audizione dell’interessato.

Al riguardo, si chiarisce che tale possibilità, in linea generale, è espressamente prevista dall’art. 12, comma 2, del D.Lgs n. 25/2008; essa è, però, subordinata alla comprovata sussistenza di tutti gli elementi prtevisti per il riconoscimento dello status di rifugiato. non sarebbe, pertanto, consentito omettere l’audizione ove le CC.TT. dovessero ravvisare le condizioni per la protezione sussidiaria (e, addirittura, della protezione umanitaria).

Va considerato, d’altro canto, che ai sensi dell’art. 3, comma 3 del D.Lgs. n. 251/2007, “l’esame della domanda… è effettuatao sulla base individuale …”.
Nella specie, tenuto conto di quanto più sopra chiarito circa la situazione del mali, questa C.N. ha ritenuto che, salvo casi eccezionali, non possa prescindersi indiscriminatamente dall’audizione dell’interessato, anche perchè nei casi individuali – avuto riguardo, in  particolare, ai conflitti religiosi ed interetnici che si stanno sviluppando nel Paese – potrebbero riscontrarsi i presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato.

Per quanto riguarda il quesito cirla la linea da tenere con i cittadini maliani destinatari di una decisione negativa intervenuta prima della crisi umanitaria, la C.N. ha ritenuto che si possa far ricorso alla reiterazione della domanda nelle quali i nuovi elementi previsti dall’art. 29, lettera b), del D.Lgs.25/2008 siano costituiti dalla sopravvenua situazione conflittuale del Paese.

A tal proposito, considerata la grave situazione di crisi in atto nel mali, si invitabno le SS.LL. ad esaminare la possibilità di trattare tale istanze reiterate con priorità rispetto a quelle di cittadini provenienti da altri paesi e a sensebilizzare, in tal senso, le competente Questure.

Il Prefetto Presidente
(Pironti)

Giovedì, 21 Giugno 201

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